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La Cisl di Como: nel 2014 assistiti oltre mille lavoratori per vertenze

Oltre mille lavoratori hanno contattato lo scorso anno la Cisl di Como per recuperare stipendi e Tfr. E’ quanto emerso oggi nella sede della Cisl dei Laghi, dove è stato fatto il bilancio delle attività dell’Ufficio Vertenze e Legale. Il segretario generale, Gerardo Larghi, ha spiegato: “La relazione annuale dell’Ufficio Vertenze ci permette di segnalare i movimenti del mercato del lavoro in provincia di Como, prendendo in considerazione non solo chi genera lavoro ma anche le aziende in difficoltà”. Ha anche ribadito l’attenzione del sindacato Cisl verso legalità. Antonio Mastroberti, il responsabile dell’Ufficio Vertenze Cisl, ha poi delineato il quadro nel dettaglio: l’economia comasca è in crisi da 7 anni, i fallimenti nel 2014 sono stati circa 140 contro i 30 approssimativi della situazione pre crisi. È cambiata la tipologia delle aziende fallite, non si tratta solo di grandi aziende manifatturiere ma anche di aziende medio piccole del terziario, che r appresentano ormai il 50% dei fallimenti. E’ sempre in forte crisi il settore dell’edilizia, il cui numero di imprese si è dimezzato e sono scomparsi alcuni grandi nomi. Anche nel metalmeccanico vi sono ancora molte aziende in difficoltà e soprattutto i terzisti soffrono per il calo della produzione. Il tessile, al contrario, si è stabilizzato. I fallimenti si sono concentrati nelle fasce di mercato basse mentre tiene il mercato medio-alto. Uno dei fenomeni frequenti rilevati sono i fallimenti pilotati di aziende che richiedono l’intervento dell’Inps per il pagamento delle liquidazioni, salvo poi continuare la loro attività con un’altra ragione sociale, seguendo una procedura non chiara. Secondo Mastroberti: “Molti datori di lavoro in difficoltà indirizzano i propri lavoratori direttamente all’Inps, per scaricare sull’istituto l’onere del Tfr”. Un altro fattore segnalato &egr ave; la riduzione delle vertenze per l’uso inappropriato dei contratti a termine dal momento che sono stati di fatto liberalizzati, possono essere ripetuti senza motivazioni. Sono invece frequenti le cause di lavoratori con contratti a progetto e di collaboratori familiari.  Sono state intentate cause dai dipendenti vittime di mobbing dopo la chiusura dei rapporti di lavoro. Una caratteristica del periodo è che alcuni lavoratori si rivolgono ai sindacati, per azioni di solidarietà verso la propria azienda. Chiedono come rinunciare ai propri superminimi o accettare demansionamenti, permettendo ai datori di lavoro di ridurre i costi della retribuzione. Numerose poi sono state le vertenze di lavoratori che desideravano emergere dal nero totale. Fenomeno rilevabile soprattutto nei pubblici esercizi. Nel 2014 l’Ufficio Vertenze ha assistito 1.362 lavoratori di cui 698 per delle vertenze individuali, mentre 664 nelle procedure con corsuali. Di questi lavoratori circa 340 non erano già iscritti alla Cisl.