Soccorso in montagna, nuova legge: chi sbaglia ora paga! (DETTAGLIO)

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Soccorso in montagna – Le attività di soccorso prestate in montagna e in zone impervie senza che vi sia riscontro di una reale situazione di emergenza, d’ora in poi in Lombardia, in caso di negligenza o assenza di necessità di cure, potranno comportare un esborso economico a carico del richiedente. Cosa che avviene gia’ in Svizzera, ad esempio, per le richieste di soccorso in montagna. E’ quanto prevede il progetto di legge di cui è relatrice Lara Magoni (Lista Maroni) e primo firmatario Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) approvato oggi in Commissione Sanità con il voto favorevole di Lega Nord, Lista Maroni, Forza Italia, NCD, Fratelli d’Italia e Gruppo Misto, contrari PD e Patto Civico, astenuti i rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

soccorso in montagnaIn particolare nel testo si stabilisce che gli interventi di soccorso e di elisoccorso in ambiente di montagna o in zone impervie comprensivi di recupero e di trasporto saranno considerati onerosi a carico dell’utente se non sussiste la necessità di accertamento diagnostico e se la prosecuzione di cure presso un Pronto Soccorso dovesse essere registrata con codice bianco: analoghe disposizioni saranno attuate anche nel caso l’attività di soccorso dovesse essere prestata a seguito di comportamenti imprudenti o negligenti da parte del richiedente. Certificare la sussistenza dei requisiti necessari a giustificare gli interventi di soccorso sarà compito della Centrale Operativa sede dell’elisoccorso che effettua l’intervento, in coordinamento con l’equipe di soccorso sanitario: l’eventuale compartecipazione alle spese potrebbe essere dovuta anche nel caso l’intervento di soccorso fosse effettuato dalla sola componente tecnico alpinistica. Come parametri di riferimento saranno utilizzate le linee guida del CAI (Club Alpino Italiano) sul comportamento in montagna.

Ora la Giunta regionale, entro 120 giorni da oggi, sentiti l’AREU (Agenzia Regionale per l’emergenza urgenza) e il CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico), stabilirà con apposito regolamento il piano tariffario dei servizi di soccorso sanitario e non sanitario. In ogni caso il richiedente non potrà pagare più del 50% del costo effettivo del servizio e saranno esentati dal pagamento coloro che già allo stato attuale lo sono per le prestazioni sanitarie di pronto soccorso; per i residenti in Lombardia è prevista una ulteriore riduzione del 15% sul costo a carico.

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COMMENTI, REAZIONI

“Un conto è l’abuso del servizio, mettendo magari a rischio la vita dei soccorritori, ma il provvedimento della Regione, per affrontare casi limite, rischia però di mettere in discussione il principio su cui si basa ogni servizio pubblico. Se si decide di far pagare migliaia di euro per chi va in montagna non attrezzato adeguatamente, allora si rischia di doverlo fare anche per chi cade in casa perché ha camminato sul pavimento umido. E chi è sovrappeso dovrà pagare fino al 50% delle cure conseguenti a malattie cardiovascolari? Inoltre, con questa legge si chiede ai soccorritori, che sono quasi sempre volontari, di decidere se la persona soccorsa dovrà pagare migliaia di euro oppure nulla. Fanno un lavoro prezioso, non credo si debba addossare a loro questa responsabilità”. Così il consigliere regionale del PD LUCA GAFFURI commenta l’approvazione, oggi in commissione sanità del Consiglio regionale, di un progetto di legge che di fatto introduce un ticket, che può arrivare al 50% del costo dell’intervento, per chi viene soccorso in montagna, se viene riscontrata la negligenza.

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