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Il Requiem di Mozart raccontato dalla moglie. Uno spettacolo di teatro e musica

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Il Teatro Comunale San Teodoro di Cantù è, ormai, un consolidato avamposto della cultura sul territorio alternando programmazioni classiche a serate di intrattenimento, teatro e musica, arti visive e letteratura, cabaret e aperitivi. Un’apertura, quasi, continuata per un teatro vivo e vitale. Il programma di questo fine settimana è un esempio dell’eclettismo del gruppo di giovani animatori del San Teodoro. Musica classica+teatro+dj set in un fluido continuum artistico.

Domenica 25 gennaio alle 17 e alle 21 nel teatro canturino risuonerà il REQUIEM DI MOZART nello spettacolo Leggende e verità da Costanza, la moglie di Mozart. 

Far scoprire attraverso uno spettacolo di teatro musicale tutto ciò che non si sa, o si sa solo parzialmente, su una delle opere più famose della storia della musica: il Requiem di Mozart. È questa la scommessa dello spettacolo che l’Accademia Orchestrale del Lario porterà in scena nel pomeriggio di domenica 25 con replica serale. Lo spettacolo si basa su testo originale di Eduardo Rescigno, musicologo e drammaturgo di primo piano nel panorama letterario e musicale contemporaneo. La “colonna sonora” mozartiana a cura dell’Orchestra Sinfonica del Lario, diretta da Pierangelo Gelmini, affiancata dal Coro Sine Nomine. La parti solistiche sono affidate ai giovani cantanti emergenti, membri dell’Accademia della Scala, Beatrice Binda, soprano, Jee Hee Han, contralto e Carlo Andrea Masciadri, basso, e al tenore Filippo Pina Castiglioni, da molti anni presente su tutti i palcoscenici dei maggiori teatri italiani. Ad interpretare Costanza, la moglie di Mozart che racconterà al pubblico tutti i retroscena della genesi compositiva prima e dopo la prematura morte dell’autore di questo amatissimo capolavoro, sarà l’attrice Elisa Salvaterra.

 

REQUIEM DI MOZART – Leggende e verità da Costanza, la moglie di Mozart 

domenica 25 gennaio ore 17 e ore 21

Tra le due rappresentazioni il bar del San Teodoro sarà animato dal dj set di Filippo Toppi, docente dell’Accademia de La Scala, che miscelerà musica classica, operistica e suoni elettronici

Teatro San Teodoro via Corbetta 7 Cantù

biglietti: intero 15 €, ridotto 13 €   tel. 031717573  (Lun dalle 18alle 21; mar e ven dalle 10 alle 13)

CORO SINE NOMINE

maestro del coro Giuseppe Reggiori

ORCHESTRA SINFONICA DEL LARIO

direttore  Pierangelo Gelmini

attrice Elisa Salvaterra

testi di Eduardo Rescigno

e con

Beatrice Binda   soprano

Jee Hee Han contralto

Filippo Pina Castiglioni  tenore

Carlo Andrea Masciadri basso

Un video per entrare in clima: Herbert von Karajan dirige la “Lacrimosa”

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IL REQUIEM DI MOZART

Costanza, la vedova, e due figli, Karl Thomas di sette anni e Franz Xaver Wolfgang, di sei mesi: questa era la situazione della famiglia Mozart al momento della morte del capofamiglia, nella notte fra il 4 e il 5 dicembre 1791. Mezzi di sussistenza? pochi, per non dire irrisori. Aiuto da parte di amici e ammiratori? inconsistente, se non addirittura nullo. L’imperatore Leopoldo II? qualcosa era disposto a fare, e a dare; ma per stimolare l’appoggio delle autorità, era necessario che il nome di Mozart, e soprattutto la sua musica, continuasse a vivere, a circolare, a essere richiesta. Potremmo stupircene, oggi; ma allora, sul finire del Settecento, non era per nulla consueto riascoltare le opere, le sinfonie, le sonate di un compositore defunto. Bisognava impegnarsi, chiedere, sollecitare

bisognava che i teatri rappresentassero le opere di Mozart, che gli editori stampassero le sue partiture. Per Costanza non esisteva un’altra strada: se voleva sopravvivere, se voleva dare ai figli una onorevole esistenza, doveva dedicarsi a tener vivo il ricordo del marito. Ritornò a fare la cantante, chiedendo anche aiuto ad altre due cantanti, assai più qualificate di lei, le sue sorelle Aloysia e Josepha, e fece più volte eseguire la Clemenza di Tito e l’Idomeneo. Si rivolse a due importanti editori tedeschi, e diede avvio alla pubblicazione di molti inediti mozartiani. Fra questi inediti c’era anche il Requiem, che era necessario giungesse nelle mani del conte Walsegg che l’aveva ordinato e preventivamente pagato; ma poiché era rimasto in sospeso, Costanza fece in modo che diventasse eseguibile, grazie ai completamenti realizzati da Süssmayr, il giovane allievo del Maestro. Ma il Requiem , una volta nelle mani del conte Walsegg, avrebbe potuto perdersi nel nulla, poiché il committente intendeva eseguirlo in memoria della moglie defunta facendolo passare per una propria composizione, e non era nel suo interesse divulgarne l’autentica paternità svelando la sua infantile velleità di compositore. Fu così che Costanza decise di cederlo a un editore, affinché venisse pubblicato con il nome di Mozart: una scorrettezza, non c’è alcun dubbio, che noi tutti siamo propensi a perdonarle. Ed è lei stessa, oggi, a raccontarci con le sue parole questa strana vicenda, che saremmo portati a considerare del tutto improbabile, se non fosse assolutamente vera.

Eduardo Rescigno

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