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Barbara va oppure rimane… Ma resta Barbara! (IL DETTAGLIO)

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Le ragioni artistiche sono evidenti: il Regio è uno dei teatri lirici più famosi d’Italia insieme alla Scala e la Fenice di Venezia, poi c’è il Festival Verdi, manifestazioni di risonanza internazionale dove chiunque ami la lirica e operi nella cultura vorrebbe approdare. Insomma per Barbara sarebbe un salto di qualità, inutile negarlo, una sfida stimolante a questo punto della sua carriera. Meno rosee le prospettive ambientali. Il teatro parmense vive una stagione difficile, in tutti i sensi. Artisticamente, tanto per cominciare, questo è il primo inverno senza una rappresentazione lirica. Non è mai accaduto in terra verdiana, nemmeno in tempo di guerra. Ancor più preoccupante è l’aspetto manageriale che il futuro direttore del Teatro Regio dovrà affrontare dopo le dimissioni del direttore esecutivo Carlo Fontana (ex sovraintendente della Scala),  a luglio 2014 che sono diventate esecutive alla fine dell’anno. Fontana godeva della fiducia del Presidente della Fondazione Teatro Regio, ovvero il sindaco Federico Pizzarotti, e dell’Assessore alla Cultura Ferraris e aveva operato per un risanamento economico dell’ente sull’orlo del fallimento, ma, nonostante qualche confortante risultato sul piano dei conti, il Consiglio Comunale di Parma ha, di fatto, sfiduciato Fontana costringendolo alle dimissioni. Nella conferenza stampa in cui annunciò le dimissioni, Fontana denunciò le continue ingerenze politiche nella gestione del teatro.

Questo è il passato, il presente dice che il teatro parmense è ufficialmente senza un direttore ed entro fine gennaio deve presentare al Ministero dei Beni Culturali un progetto artistico triennale per accedere ai finanziamenti del fondo unico dello spettacolo. Lo scorso settembre il consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Regio di Parma ha lanciato un bando. che conteneva le regole per selezionare un nuovo direttore generale e tracciare un progetto triennale di produzione artistico culturale . Quello stesso progetto che il direttore di nuova nomina avrebbe dovuto poi sottoporre al Ministero e sviluppare nel corso del suo mandato. Una trentina i curriculum arrivati e sette i profili scelti da una commissione. Qui spunta Barbara Minghetti che, secondo il blogger parmense Luigi Boschi, sarebbe in lizza con Andrea Rurale (docente di Marketing nella Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi di Milano), per il ruolo di Direttore Generale del Regio. Nessuno dei due tra i sette nominativi selezionati attraverso il bando. E la questione torna ad essere politica. Gli oppositori accusano il sindaco di aver cancellato con un colpo di spugna il lavoro svolto dalla Commissione di esperti che aveva l’incarico di proporre sette nomi. Il senatore Pd Giorgio Pagliarini arriva ad ipotizzare un incontro avvenuto tra Pizzarotti e Barbara Minghetti nel quale il sindaco di Parma avrebbe offerto il posto di direttore generale del Regio a Barbara che, però, non avrebbe ancora assicurato la sua disponibilità. Il senatore Pagliarini non è l’unico ad accusare la giunta Pizzarotti di aver, prima affossato il teatro, e ora gestire la nomina del nuovo direttore senza la trasparenza e condivisione che la situazione richiederebbe, sono di oggi le parole di Francesca Gambarini (FI) “Dal loro insediamento il sindaco Pizzarotti e l’assessore Ferraris hanno ridotto il Regio ad un teatro di provincia, con una programmazione sempre più ridotta, senza una progettualità su ampia scala. (…) La nuova soprintendente del Regio avrà davanti a sé un lavoro molto duro. Spero sappia riportare il teatro Regio ai livelli che gli competono, senza farsi condizionare dall’insipienza della giunta a 5 Stelle”.

Un invito poco allettante per Barbara Minghetti che, intanto, non lascia trapelare nulla delle sue intenzioni future. Forse ne sa qualcosa l’assessore alla Cultura Luigi Cavadini che twitta “Nessun problema per il Teatro Sociale. Barbara Minghetti resta a Como”? Oppure la stampa parmense che da per certo il nominativo della Minghetti quale nuovo sovraintendente del Regio? In mezzo a tante certezze resta il risebo della diretta interessata e anche di Pizzarotti che oggi pomeriggio in Consiglio Comunale rispondendo ad una interpellanza ha invitato ad aspettare lunedì prossimo quando, durante il CdA della Fondazione Teatro Regio verrà incaricato il nuovo direttore e chiariti i metodi con cui si è arrivati alla sua determinazione.

Noi di CiaoComo ci auguriamo veramente che Barbara decida di rimanere ancora al Teatro Sociale. Con la sua direzione il teatro di Como è rifiorito, merito dello staff che ha saputo organizzare e motivare, delle relazioni intrecciate con alti Enti, dell’apertura alla città e alla sperimentazione. Si può fare meglio e si può fare di più e Barbara, anno dopo anno, ha sempre migliorato l’offerta artistica del Sociale, ampliandola anche oltre i confini del teatro, il 2015, poi, è un anno importante per Como che confida molto nei benefici derivanti da Expo e Barbara è la direttrice artistica di tutti gli eventi previsti sul territorio legati all’esposizione universale. Barbara, lasciarci ora sarebbe un peccato. E poi, Parma è bella, ma Alexander Pereira è sovraintendente “a tempo determinato” e Milano è più vicina al lago.

 

 

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