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Terremoto del Franco Svizzero: le conseguenze per il comasco (DETTAGLIO)

La Banca nazionale svizzera (BNS) ha annunciato a sorpresa ieri, 15 gennaio 2015, la revoca della soglia minima di cambio con la moneta unica europea, fissata a 1,20 franchi per un euro e in vigore dal settembre del 2011. La BNS ha anche abbassato di 0,5 punti il tasso di interesse applicato sugli averi in conti giro superiori a un determinato importo, fissandolo a -0,75%. Uno dei primi effetti in Svizzera è stato l’assalto agli uffici cambio per chi possedeva franchi da trasformare in euro, che hanno preso il 20 per cento del loro valore in una notte. In poche ore, il franco svizzero è diventato del 15 per cento meno conveniente: il che significa, in soldoni e per esempio, che andare a fare la benzina non conveiene più, nè conviene fare acquisti nella confederazione.
In compenso, gli stipendi dei frontalieri da un giorno all’altro sono diventati più ricchi del 20 per cento. Alla lunga però, il perdurare della parità potrebbe avere effetti negativi sulle ditte che hanno fanno principalmente affari verso l’area euro: ma qui siamo ancora nel campo delle ipotesi. In questo momento le reazioni a caldo provocate dal cambio tra franco svizzero ed euro vanno dall’esultanza alla preoccupazione tra lavoratori, commercianti, politici residenti lungo la fascia di confine. Esultano i commercianti che si preparano a tornare ai vecchi tempi della lira quando gli svizzeri venivano a riempire i carrelli e i bauli delle auto di spesa. Più preoccupati i frontalieri che, è vero si vedono aumentare lo stipendio, ma temono che le ripercussioni sull’export delle aziende svizzere provocheranno tagli ai posti di lavoro, musi lunghi tra gli “aficionados” del pieno in Svizzera, ancor più tristi gli operatori di Campione d’Italia che nella loro situazione ibrida avranno inevitabili ripercussioni con il “superfranco”, Soddisfazione a metà tra  gli amministratori dei comuni di confine che l’anno prossimo vedranno aumentare i ristorni dei frontalieri,( in seguito, se verrà siglato l’accordo tra Italia e Svizzera anche questa entrata per i Comuni di confine non ci sarà più), ma potrebbero trovarsi a dover fronteggiare emergenze occupazionali non indifferenti.Gli unici che avranno stappato bottiglie di champagne nella notte sono gli italiani che hanno depositi in Svizzera, in poche ore i loro soldi “esportati” nella confederazione valgono 20% in più.