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Addio ai ristorni fiscali dei frontalieri per i Comuni di confine

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L’intesa fiscale tra Italia e Svizzera è stata raggiunta dopo tre anni di negoziati. La firma dell’ accordo tra i ministri delle Finanze dei due paesi arriverà a metà febbraio ed è l’ultima occasione per il nostro Paese di mettersi in regola e aderire alla voluntary disclosure, strumento di regolazione dei rapporti fiscali tra Stati, rientro capitali,contrasto all’evasione e scambio di informazioni.Tra le pieghe dell’accordo sono due le novità che interessano, in particolar modo, il nostro territorio di confine e sono oggetto di un protocollo che dovrebbe essere firmato entro l’estate: i ristorni fiscali dei lavoratori frontalieri e la situazione di Campione d’Italia.Per questi due aspetti è stata tracciata una “road map” particolare

FRONTALIERI: sulla questione dei residenti italiani di confine che lavorano in Svizzera (circa 60mila persone) e attualmente pagano le tasse sul reddito al fisco svizzero va costruito un nuovo accordo che si baserà sullo ‘splitting’ fiscale: parte del reddito cioè sarà tassato nella confederazione e parte in Italia. Si prevederà comunque che all’inizio i frontalieri non paghino più di oggi (vista la differenza media di aliquote che si attesta circa al 15%). Certo, una armonizzazione della tassazione della quota italiana arriverà ma, viene spiegato, “con un percorso graduale molto lungo per rispondere a un criterio di equità”. Non ci sarebbe più poi il meccanismo del ristorno, ma sarebbe lo Stato italiano a compensare i Comuni frontalieri. Nell’accordo, che potrebbe essere siglato già entro l’estate, sarà data ai Comuni garanzia dell’attuale gettito (circa 60-70 milioni).

CAMPIONE D’ITALIA: nella road map dovrebbe essere delineata anche l’intesa politica sullo status doganale dell’enclave comasca in Svizzera, su cui però ancora ci sarebbero dei problemi. Si stanno cercando, spiegano fonti del Ministero dell’economia e delle finanze italiano, soluzioni pragmatiche nel breve periodo e soluzioni più generali che tengano conto non solo delle questioni fiscali ma anche di altri temi, come la circolazione dei beni. Nella road map sono indicati alcuni impegni che andranno tradotti in un testo legale

 

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