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Variante della Tremezzina: cantiere da 330 milioni in partenza ad agosto. I dubbi dei residenti

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Uno dei maggiori problemi viabilistici che caratterizza la provincia di Como è rappresentato dall’eccessivo traffico, pesante e leggero, che si sviluppa intorno ai comuni della Tremezzina, località ricca di bellezze
paesaggistiche, un sorta di “limbo” per i residenti e per i turisti sulla sponda occidentale del lago di Como.
In molti, dai Comuni alla Provincia passando per i diversi Governi nazionali che si sono succeduti, hanno cercato negli anni di risolvere questo problema viabilistico, progettando una variante stradale che interessa i paesi di Lenno, Colonno, Sala Comacina, Ossuccio e l’area della Tremezzina fino a Griante. Ora, forse, siamo arrivati ad una soluzione definitiva con un’opera inserita nel decreto “Sblocca Italia” con uno stanziamento da 330 milioni di euro che partirà il 31 agosto 2015 e in sei anni di lavori doterà la costiera di un collegamento veloce e sicuro.

nuova strada

I dettagli della variante sono stati presentati mercoledì 7 gennaio in una partecipata assemblea pubblica a cui hanno partecipato, tra gli altri, il parlamentare e sindaco di Tremezzina, Mauro Guerra tra i maggiori sponsor del progetto, insieme alla deputata Chiara Braga, presso il Governo.
La realizzazione del progetto permetterà un miglioramento della qualità della vita dei comuni rivieraschi: il traffico verrà infatti spostato, per circa il 65%, sul nuovo tratto di strada, lasciando sulla vecchia “via Regina” solamente il traffico leggero destinato ai residenti e ai turisti che si recano sul Lario per brevi tratti di
strada. Il progetto ha avuto un parere favorevole sia per quanto riguarda l’impatto ambientale, sia dal punto di vista paesaggistico e culturale hanno assicurato i relatori, su un tratto stradale di 10 km, infatti, ben 7,7 km sono di gallerie. Grazie alle nuove tecnologie e a una nuova sensibilità ambientale  le vibrazioni del terreno e l’inquinamento acustico provocati dal cantiere sono ridotti al minimo. Il progetto ha inoltre ricevuto il via libera dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali ed al Paesaggio della Regione Lombardia, in quanto le strutture stradali sono poco invasive se non addirittura integrate nel contesto paesaggistico del Lago di Como. Tutto bene allora? Sembrerebbe di si, un’opera lunga da realizzare, ma attesa da talmente tanti anni che i sei necessari voleranno. Molti dubbi rimangono nei cittadini dell’area interessata dal progetto e non hanno mancato di manifestarli durante l’assemblea pubblica, iniziando dal timore per le infiltrazioni mafiose negli appalti legati alla realizzazione della variante così come per lo smaltimento dei materiali da scavo.

Ma le perplessità maggiori riguardano l’impatto che viadotti e tratti stradali provocheranno in un contesto ambientale delicato apprezzato in tutto il mondo proprio per la “naturalità” del paesaggio. In particolare un sito merita un’attenzione speciale: il Sacro Monte di Ossuccio e la Madonna del Soccorso, uno dei beni culturali di maggiore prestigio della Provincia di Como (inserito dall’UNESCO nell’elenco dei Sacri Monti della Lombardia e del Piemonte nel 2003). che, alcuni residenti pensano possano essere in qualche modo “sfregiati” dalla vicinanza con una strada ad alta percorrenza. Anche in questo caso i relatori del progetto hanno assicurato che  i rischi di “inquinamento” e “disturbo” acustico sono ridotti se non nulli come, del resto, l’impatto visivo, per niente percepibile.

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