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Industria meccanica: in Lombardia 4.300 nuove assunzioni

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Per le imprese lombarde della meccanica, i primi sei mesi del 2014 sono stati all’insegna della stabilità occupazionale (81%); solo il 10,3% ha dovuto ridurre l’organico.  Guardando alle previsioni per la chiusura del 2014, la maggior parte degli imprenditori (79,3%) dichiara di voler mantenere il livello occupazionale attuale. Questa la fotografia delle imprese del comparto della meccanica lombardo scattata da Senaf in occasione di MECSPE, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione (Fiere di Parma, 26 -28 marzo 2015). La manifestazione, punto di riferimento per il settore, mette in mostra l’innovazione tecnologica applicata all’industria manifatturiera, attraverso aree in cui – grazie a macchinari funzionanti – vengono mostrati processi e lavorazioni dal vivo, per permettere agli operatori di toccare con mano le novità e aggiornarsi sulle ultime frontiere del mercato.

La formazione tecnica dei propri dipendenti è infatti un asset fondamentale per le imprese del comparto e oltre 7 aziende su dieci hanno previsto investimenti in tal senso nei primi sei mesi dell’anno: in particolare il 28,8% ha dedicato fino a 10 ore di aggiornamento, il 23,7% tra le 11 e le 20, il 10,2% tra le 21 e le 30 e l’8,5% oltre le 31 ore. In attesa di capire quante ore di formazione interna prevedranno le aziende in questa seconda parte dell’anno, emerge chiaramente l’intenzione a confermare il budget dedicato (62,1%), ma c’è anche chi lo innalzerà (12%).

“Come già evidenziato nella nostra precedente rilevazione, le imprese lombarde continuano a reagire positivamente, nonostante le numerose difficoltà date dall’attuale contesto economico – commenta Emilio Bianchi, Direttore di Senaf – Questo perché hanno compreso che per essere competitive è necessario avere un organico adeguato con competenze specifiche, anche se comporta sforzi economici ingenti. Sono tante infatti le imprese che hanno scelto di mantenere invariato il proprio livello occupazionale, nonostante il costo del lavoro sia una delle maggiori criticità riscontrate, insieme a burocrazia e aspetti fiscali, e di investire tempo e budget sul proprio capitale umano: per quasi sei imprenditori su dieci, infatti, la carenza di formazione tecnico professionale è un ulteriore fattore critico che potrebbe rallentare la crescita aziendale”.

Tornando all’indagine, per ricercare operai e tecnici specializzati, la maggior parte delle aziende lombarde (55,2%) si affida alla scuola, e nello specifico, ad Istituti tecnici (32,8%) e Istituti e scuole professionali (22,4%), mentre il 46,6% si rivolge ad agenzie di ricerca del personale. In misura nettamente minore le aziende scelgono di fare inserzioni (17,2%), di affidarsi alla lungimiranza dei propri competitor e ‘pescare’ nel loro bacino dipendenti (13,8%). Per assecondare invece i flussi incostanti di lavoro e sopperire ai vincoli previsti dalle assunzioni sono, invece, le agenzie interinali i primi interlocutori delle imprese (43,1%) mentre oltre un terzo preferisce comunque non assumere e il 12,1% sceglie prestatori d’opera occasionali. 

Ma quali sono le figure che l’industria lombarda ricerca maggiormente? 

In Lombardia, secondo i dati Excelsior-Unioncamere ed elaborati da Senaf in occasione di MECSPE (Fiere di Parma, 26 – 28 marzo 2015), nel quarto trimestre 2014 si prevedono 22.610 assunzioni. Di queste il 19%, pari a 4.300, riguardano l’industria, con contratti che per la metà delle imprese saranno a tempo determinato. Un dato che non indica un incremento di occupazione sul territorio perché non considera le cessazioni di rapporti lavorativi, che possono superare i nuovi ingressi.

Nello specifico: le industrie della fabbricazione e della manutenzione di macchinari e apparecchiature prevedono di assumere, in questi ultimi tre mesi dell’anno, 910 operatori (21% del totale industria); le industrie della lavorazione dei metalli e dei prodotti in metallo 630 (15%); le industrie elettriche ed elettroniche 400 (9%); le industrie tessili, dell’abbigliamento, del cuoio e delle calzature 410 (10%); le industrie del legno e del mobile 170 (4%); le “Altre industrie” 1.780 (41%).

Il profilo più ricercato è quello di operai specializzati (50%); il 61% richiede in generale esperienza specifica e un titolo di studio (77%) con preferenza per il diploma. Il candidato ideale è maschio mentre sull’età le aziende sono divise: se il 38% non ha preferenze, il 35% vorrebbe un profilo con meno di 29 anni e il 27% con più di 29 anni.

  

Nota metodologica: l’indagine è stata condotta da GRS Ricerca e Strategia su 1.420 contatti di aziende lombarde della meccanica e della subfornitura utilizzando i metodi CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) e CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing). Sono state raccolte oltre 160 risposte, un campione casuale, statisticamente significativo, caratterizzato da una distribuzione territoriale allineata a quella dell’universo di partenza. L’indagine si è svolta nel corso dei mesi di luglio e agosto 2014.

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