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Turni fino a 26 ore: anche due medici comaschi indagati (CHI SONO)

MEDICI COMASCHI INDAGATI – 14 medici indagati e rischio per la loro carriera. E’ quello che emerge dalle indagini condotte dalla Questura di Lecco in coordinamento con la Procura della Repubblica a carico dell’Azienda Ospedaliera lecchese che hanno portato ad una lista di 14 indagati, tutti medici. Tra le accuse mosse a loro carico concorso di reato nell’abuso di ufficio, truffa aggravata, interruzione di pubblico servizio, falsità di materiale ed estorsione.

La prima delle due indagini, soprannominata “Stachanov”, risale al 2011 e vede 9 indagati totali: tre medici con funzioni amministrative, accusati di concorso nell’abuso di ufficio e truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche. Si tratta di Villa Guido Francesco, classe ’54 residente a Milano, Falbio Giorgio, classe ’58 residente a Como, e Lavelli Barbara, classe ’68 residente a Milano. Lo riferisce il quotidiano online Lecco notizie

Tutto comincia, come riporta il quotidiano online Lecco Notizie, nel 2011 quando alla Questura giunge una denuncia per impropria gestione dei turni di lavoro del cosiddetto sistema premiante: questo sistema, presente in Regione Lombardia dal 1999, prevede che in caso di indisposizione del personale (medici, infermieri, guardie mediche, autisti dei mezzi di soccorso) il dipendente possa essere sostituito da un collega. La sostituzione prevede una retribuzione straordinaria di 52 euro l’ora per i medici, 26 euro l’ora per infermieri e soccorritori autisti. Dopo la denuncia, dalle indagini condotte nell’arco temporale che va dal 2009 al 2011 è emersa una vera e proprio strutturazione delle impossibilità lavorative dei dipendenti: in pratica le indisponibilità venivano date con mesi di anticipo ma capitava poi che il medico, nel giorno in cui aveva dichiarato di essere indisposto, venisse comunque inserito nei turni di sostituzione del sistema premiante, ricevendo la retribuzione prevista.

La particolarità di questa vera e propria “costruzione ad arte”, come spiegato dai conduttori delle indagini, sta nella sua restrizione ad un piccolo gruppo di medici: in pratica, a dichiararsi indisposti per poi coprire comunque i turni come sostituti, erano sempre gli stessi dipendenti, che accumulavano quindi sul normale stipendio cifre aggiuntive (si parla di circa il doppio).

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Nel corso delle indagini sul sistema premiante, dove sono coinvolti i tre medici/amministratori sono emersi poi altri sei indagati che prendevano parte a loro volta di questi turni costruiti: ad aver denunciato la situazione illegale per uno di loro sarebbe stata proprio l’Asl di Lecco. Tuttavia nei loro confronti l’indagine si è trasformata in una sorta di “sotto indagine” che avrebbe rilevato degli abusi per quanto riguarda il servizio di guardia medica, 118 e medicina riabilitativa: in pratica, nel momento di cambio sul posto, come avrebbe tra l’altro dichiarato uno degli indagati durante l’interrogatorio, la continuità di servizio di guardia medica veniva garantita dal personale di soccorso e dai derivatori di chiamata. Circostanza che, di fatto, implica l’interruzione di servizio e che in alcuni casi permetteva ai medici di effettuare visite fiscali al di fuori dell’orario di lavoro, rilevate oltre lo stipendio mensile.

Per 5 di loro, tutti medici dell’Azienda Ospedaliera, l’accusa è di interruzione di pubblico servizio, falsità materiale e truffa. Per uno solo invece si tratta di una fattispecie di reato per non aver impedito questi reati pur essendone a conoscenza: azione che di fatto lo ha portato ad essere colpevole delle stesse azioni. Di seguito i nomi dei 6 indagati: Valsecchi Walter, classe ’56, di Lecco, Bombaglio Arnaldo, classe ’66, di Bellano, Micò Rocco, classe ’71, Shaban Housein, classe ’55, iraniano residente a Lecco, Minoretti Piercarlo, classe ’80, di Lecco, e Criscuolo Francesca, classe ’65, residente a Lecco.

La seconda indagine risale invece al 2013 e vede 5 gli indagati finali: Folsi Maria Fiorenza, classe ’57, di Bergamo, Salmaggi Andrea, classe ’57, di Milano, Sangiorgio Paolo, classe ’59, di Como, Pelliccia Clara, classe ’82, di Como e Galanti Riccardo, classe ’55, residente in Provincia di Lecco. A far partire le indagini la denuncia presentata da un medico, Paolo Minoretti (presente tra l’altro nella lista degli indagati “Stachanov”) nei confronti della Commissione esaminatrice che nel dicembre 2012 aveva selezionato 6 candidati nell’ambito del bando di concorso aperto per 6 posti di guardia medica a Bellano. Stando alle dichiarazioni fatte dal dottor Minoretti, uno dei 16 candidati che avevano partecipato al bando di concorso arrivato ottavo e quindi escluso, avrebbe mosso querela alla commissione per falso in atto pubblico, estorsione e minaccia. Nella fattispecie parlava di complotto a suo danno.