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David Crosby in arrivo. Mercoledì canterà al Teatro Sociale

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Mercoledì prossimo il leggendario David Crosby si siederà sul palco del Teatro Sociale, imbraccerà la chitarra e inizierà a cantare. Lo abbiamo scritto senza nessun condizionale perchè ci crediamo fortemente. Sarebbe una disdetta se, per i postumi di un’influenza, dovesse saltare uno dei concerti più attesi dell’anno a Como. In realtà il cantautore californiano, 74 anni lo scorso agosto, qualche dubbio l’ha lasciato incontrando, stamane, la stampa italiana. “La salute va meglio” ha riferito. Domani sarà a Sanremo come ospite speciale della serata di consegna delle targhe Tenco 2014, poi un passaggio televisivo da Fabio Fazio, quindi la decisione finale sui due concerti previsti a Lucca il 9 e quello di Como il 10 dicembre. Confidiamo sulla tempra di uno che nella vita è passato in mezzo a diversi inferni e nel corroborante italian food, non a caso arrivando a Milano ieri sera ha twittato “..una bella dormita e poi PASTA mmmm…”.

david crosby tweet

David Crosby, Croz per gli amici, insignito per due volte nella Rock and Roll Hall of Fame, è in Italia per presentare il suo ultimo album, “Croz” appunto, in uno spettacolo dall’essenziale titolo di “An evening with David Crosby” in cui si esibirà solo con la chitarra acustica. Basta e avanza per chi ha attraversato la storia della musica sotto molteplici incarnazioni. Con una band, poi con un’altra, quindi da solo, poi con un’altra band ancora (senza contare le decine di collaborazioni), lasciando sempre il segno. Segno che lascerà anche a Como, mercoledì 10 dicembre ore 20.30 Teatro Sociale, pochi biglietti ancora disponibili solo per palchi e platea a 40 euro. Informazioni in biglietteria 031 270170 dal martedì al venerdì, ore 13.00 – 18.00, sabato, ore 10.00 – 13.00

CHI E’ DAVID CROSBY

Nato il 14 agosto del 1941 a Los Angeles. Figlio del direttore della fotografia Floyd Crosby ( premio Oscar per il film Tabù), cresce in California mostrando subito attitudini ribelli e scarso interesse per la scuola (completerà gli studi per corrispondenza). Durante gli anni del college incomincia a dedicarsi alla musica e nel 1964, dopo esperienze in gruppi folk e al Greenwich Village, entra a far parte dei Byrds, con cui raggiunge il grande successo l’anno dopo grazie alla rilettura in chiave folk rock elettrica di “Mr. tambourine man”. Finita l’esperienza Byrds, ecco David a tenere a battesimo la rivoluzione senz’armi dei leggendari festival. Sul palco del festival di Monterey, nel giugno del 1967 a fianco di Stephen Stills e l’anno successivo a Woodstock con le armonie vocali di Crosby, Stills  e Graham Nash. La leggenda tocca l’apice quando ai tre si unisce Neil Young formando, così,il più influente supergruppo della storia del rock che nel ’70 regala alla storia “DEJA VU” il disco icona del decennio.

david crosby csny

In quello stesso periodo un evento traumatico – la morte della compagna Christine Hinton in un incidente stradale – spinge il musicista, già assiduo consumatore di droghe “ricreative” come l’Lsd – verso il consumo di eroina.

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E’ il momento più creativo della carriera di Crosby, tuttavia, che nel 1971 realizza il suo primo album solista e il suo capolavoro, IF I COULD ONLY REMEMBER MY NAME, album manifesto del San Francisco Sound dei tempi cui collaborano tra gli altri Nash, Young, Joni Mitchell e membri dei Jefferson Airplane, dei Grateful Dead e dei Santana.

Negli anni successivi David non è andato a letto presto, anzi, l’uso sempre più massiccio di droghe gli comporta una serie di arresti per possesso illegale di cocaina e detenzione di armi da fuoco, in quello che è sicuramente il periodo più buio della carriera e della vita del musicista (che intanto continua a incidere e a suonare con i vecchi compagni). Terminato un lungo periodo di riabilitazione, nel 1988 – a diciotto anni dal loro primo disco – Crosby, Stills, Nash e Young pubblicano AMERICAN DREAM, a cui nel 1989 David fa finalmente seguire il suo secondo album solista OH YES I CAN. Poco dopo per Crosby incomincia un altro periodo particolarmente tormentato: la sua casa è distrutta da un terremoto e gli viene diagnosticata l’epatite C, a causa della quale si sottopone a un trapianto di fegato. Nel 1993 il suo terzo album solista, THOUSAND ROADS, passa quasi inosservato ma la notizia positiva è il riavvicinamento, durante la convalescenza, con il figlio naturale dato in adozione James Raymond, eccellente tastierista con cui inizia a lavorare. Nel 2006 Crosby e Nash sono ospiti di David Gilmour per il suo album solista, ON AN ISLAND, e con lui si esibiscono dal vivo alla Royal Albert Hall di Londra (l’esibizione è ripresa nel DVD “Remember that night”).

david crosby croz

Tornato in buona salute, David continua a suonare a intervalli più o meno regolari con Nash, con CSN e con CSNY, e all’inizio del 2014 pubblica un nuovo album co-prodotto con il figlio James e impreziosito da interventi di Mark Knopfler e Wynton Marsalis. Lo intitola semplicemente “CROZ”, con quel nomignolo che lo identifica sin da ragazzo. Il lavoro costituisce la spina dorsale del nuovo tour che arriverà il 10 al Teatro Sociale di Como. Serata che si preannuncia speciale, perché Croz si presenterà sul palco da solo, con la fidata chitarra acustica. E sicuramente troverà spazio in scaletta per superclassici del suo repertorio come «Guinnevere», «Déjà Vu» e «Long Time Gone».

 

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DAVID CROSBY IN ITALIA

 

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«È il lavoro che porta saggezza, non l’eccesso»

Da Il Secolo XIX 

«Non è vera la frase di William Blake che la strada dell’eccesso porta al palazzo della saggezza». perché «solo il lavoro ti ci porta», e quindi «le popstar di oggi non possono restare a lungo»: è con queste parole, sconfessando la stagione dell’abuso di droga («superata con le mie forze, e ne sono orgoglioso») e concentrandosi sulla musica che David Crosby si è raccontato alla stampa a Milano.

Lui non si considera simbolo di una generazione («sono la voce di me stesso»), ma la sua musica è stata da sempre legata al movimento per i diritti civili. Per questo il cantante ha da dire anche sui casi di cronaca recente, come gli omicidi a sfondo razziale di Michael Brown ed Eric Garner: «Quando abbiamo incominciato i neri non potevano nemmeno votare nel Sud, ma il razzismo è ancora presente in America, e la politica non fa molto al riguardo. Sono fiero di essere americano, ma non lo sono di questo aspetto». Aver partecipato allascena West Coast è un punto d’onore per lui: «Eravamo molto ingenui e non sapevamo di essere più che un movimento musicale: Jefferson Airplane, Grateful Dead, Quicksilvererano artisti con cui volevo suonare perché non erano roba “da Hollywood”». Croz, comunque, ha fatto capire di non guardare al passato, reputando anzi il presente il suo periodo più prolifico: «Sto scrivendo decine di canzoni, ma non so quando uscirà un nuovo disco». Così, va ad ingrandirsi ancora un repertorio lungo quasi 50 anni, che Crosby ama riprendere dal vivo: «A volte devo reimparare alcune canzoni, capisco perché Dylan riarrangia dal vivo, non può ricordarsi tutto!». Proprio su un palco Croz si vede nel futuro prossimo: «Con la musica digitale i musicisti sono costretti a suonare di più dal vivo, per me va bene, adoro farlo e ci si campa bene, ma l’economia dello streaming non è giusta verso gli artisti». Il futuro vede invece lontano come un miraggio la reunion di Csn&Y: «Chi ci spera forse crede anche alla fatina del dentino! – è la battuta del cantante – Neil ha chiarito più di una volta di non voler partecipare, ma se abbiamo litigato di recente è colpa mia e me ne scuso».

UNA MINI PLAY LIST LIVE DI DAVID CROSBY (and friends)

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