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Balla, De Chirico e Cattelan nella nuova mostra di Villa Olmo

Lichtenstein, Balla, Chia, De Chirico, Savinio, Pistoletto, Cattelan. Sono solo alcuni degli artisti che nel 2015 a Villa Olmo saranno chiamati a raccontare al pubblico la città. La nuova mostra promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Como e approvata oggi dalla giunta, sarà inaugurata a luglio e resterà aperta fino a novembre. Curatore dell’esposizione sarà Giacinto Di Pietrantonio, professore di storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, direttore della GAMeC di Bergamo, tra i fondatori dell’associazione Musei d’Arte Contemporanei Italiani. Di Pietrantonio ha curato diverse mostre tra le quali Giulio Paolini, Jiri Kolar, Jan Fabre, Pio Manzù e collettive come Il Futuro del Futurismo, Esposizione Universale, Il Grande gioco, Il Classico nell’Arte. E’ stato, inoltre, consulente artistico di MiArt e del Premio Furla e membro del comitato della Quadriennale di Roma, del comitato scientifico dello Spazio Oberdan di Milano e della Fondazione Kogart di Budapest.

“La nuova mostra – spiega l’assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Luigi Cavadini – rappresenta l’ultima tappa di un cammino dedicato al tema della città. L’appuntamento del 2015 guarderà la città dall’interno, parlando degli stili e dei modi dell’agire umano inserito nel contesto urbano. Oggi la città non è più la “Terra Promessa” dei futuristi ma un organismo complesso e multiforme. Siamo immersi nella società dello spettacolo, della comunicazione, liquida, dei non luoghi, dell’industria culturale, del controllo. Insomma la città è diventata un  organismo complesso e anche simbolicamente attivo. Ed è con queste nuove realtà che oggi bisogna fare i conti”.

L’esposizione presenterà al pubblico opere che in maniera più “realista” mostrano luoghi e azioni della e nella città, e opere più astratte e simboliche che raccontano le dinamiche della città medesima. Il visitatore sarà accompagnato attraverso un racconto che presenta la città come un organismo vitale in cui le arterie sono ad esempio le vie di comunicazione rappresentate da automobili, treni, passanti, folle, e dove si sviluppano le azioni più diverse del vivere, ma anche trovano spazio le manifestazioni e le rivendicazioni del corpo sociale. “Vedremo la città come un corpo fatto di esterno e interno – aggiunge Cavadini –  E la mostra ci racconterà di esistenze, di vite di parti di città”. La gestione della mostra sarà affidata, come è avvenuto quest’anno, attraverso un bando pubblico.