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Co-movember al Sant’Anna. Atleti coi baffi per le malattie urologiche

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Il “Movember” di Como Nuoto e Rugby Como con i baffi al Sant’Anna per la prevenzione delle malattie urologiche maschili. Si tratta di Co-movember, versione comasca di Movember, da “Moustache” (parola inglese per baffi) e “November”, evento annuale promosso dalla Movember Foundation che si svolge, appunto, nel mese di novembre. Durante questo periodo gli uomini che vi aderiscono (i Mo bro) si fanno crescere i baffi, simbolo di virilità, per raccogliere fondi e diffondere consapevolezza sul carcinoma della prostata e altre patologie.

Il tumore della prostata è la più frequente patologia urologica maschile con 36mila nuovi caso l’anno in Italia. Per sensibilizzare la popolazione sulla necessità di prevenzione e diagnosi precoce in questo ambito il Rugby Como e il Como Nuoto hanno organizzato un momento di sensibilizzazione all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia.

L’iniziativa proseguirà sabato 29 novembre, dalle 10 alle 18, in piazza San Fedele a Como. Oltre a distribuire materiale informarmativo alla cittadinanza, gli atleti delle due squadre raccoglieranno fondi per acquistare un cistoscopio flessibile per l’Urologia del Sant’Anna diretta da Giario Conti.

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“Ringrazio atleti e dirigenti del Rugby Como e del Como Nuoto per l’impegno che hanno preso su questo fronte – ha commentato il primario dell’Urologia Giario Conti E’ certamente un modo per informare tutti quegli uomini che non si sottopongono ai controlli e per diffondere la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce”.

La più frequente patologia urologica maschile, in campo neoplastico, è il carcinoma della prostata che, con circa 36mila nuovi casi all’anno, rappresenta la prima neoplasia maschile in Italia. Tra le prime sei figurano anche i tumori della vescica e quelli del rene.
“Nonostante questa alta incidenza – ha proseguito lo specialista – oltre la metà dei tumori della prostata hanno una bassa aggressività e una crescita così lenta da non rappresentare sempre un rischio per la vita del paziente. Molti di loro possono anche essere solo tenuti sotto stretta osservazione evitando gli effetti collaterali dei trattamenti invasivi. E per le forme avanzate esistono oggi molti trattamenti innovativi che permettono di tenere a lungo sotto controllo la malattia e di prolungare significativamente la vita dei pazienti”.
Anche i tumori della vescica, in due terzi dei casi, sono forme superficiali e, se diagnosticate precocemente, possono essere trattati radicalmente senza necessità di asportare la vescica stessa e quindi con un minimo impatto sulla qualità della vita dei pazienti.
I tumori del rene – ha spiegato l’urologo – possono avvalersi oltre che della chirurgia demolita (l’asportazione completa del rene) anche di tecniche conservative se sono scoperti per tempo, rese più agevoli dalle moderne tecnologie oggi disponibili”.

L’urologia non è fatta solo di oncologia, per quanto questa ne rappresenti una larga parte.
“L’ipertrofia prostatica benigna –  ha precisato – è una patologia estremamente diffusa dopo i sessant’anni e spesso è in grado di causare sintomi molto fastidiosi che possono influire pesantemente sulla qualità della vita dei pazienti”.
La calcolosi urinaria è anch’essa una patologia frequente. In questo campo la tecnologia, nonostante i costi, ha consentito di rendere episodici gli interventi tradizionali a “cielo aperto”: litotritori esterni, sonde percutanee ed endoscopiche, laser sempre più affidabili hanno consentito di affrontare situazioni anche molto complesse con un’invasività molto più bassa che in passato e con un maggior risparmio della funzione d’organo.
E ancora l’incontinenza, sia maschile che femminile. Quasi una donna su due, oltre i 60 anni ne soffre, ma fatica a parlarne e, pur essendo oggi disponibili tecniche chirurgiche efficaci e ancora una volta minibvasive, si fa fatica a far emergere questo “sommerso”, che viene culturalmente considerato come un “qualcosa di inevitabile” con l’avanzare dell’età.
Il consiglio dell’esperto
“Il consiglio che si può dare, soprattutto agli uomini, – conclude il dottor Conti – è di avere un po’ più di cura di sé stessi. Le donne in questo sono molto più sensibilizzate. E se compare qualsiasi sintomo a carico delle vie urinarie o della sfera sessuale, non si deve nè minimizzarlo nè ignorarlo. Rivolgersi precocemente al proprio medico o all’urologo può semplificare la diagnosi e rendere meno pesante e invasiva la terapia eventuale”.

L’AO Sant’Anna offre tutto il ventaglio delle indagini diagnostiche di primo, secondo e terzo livello, dagli esami radiologici alla Risonanza Magnetica, alle cistoscopie con amplificatori di fluorescenza, agli esami urodinamici, alle biopsie prostatiche.
Offre anche il livello più avanzato oggi disponibile in campo terapeutico sia sotto il profilo della chirurgia tradizionale che sotto quello della chirurgia più “tecnologica”, dal laser, al robot all’HIFU che siamo stati i primi a introdurre in Italia e del quale l’ospedale vanta un’esperienza a livello europeo, ai protocolli di sorveglianza attiva per i tumori della prostata.
Ogni anno vengono operati nel presidio comasco oltre 1.200 pazienti, vengono eseguite oltre 400 biopsie prostatiche e migliaia di visite e di esami diagnostici ambulatoriali.
Sono stati attivati ambulatori dedicati alla cistoscopia e al follow-up delle principali patologie urologiche e l’AO collabora con il Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita del presidio “Sant’Antonio Abate” di Cantù. INfine, è stata istituita una delle prime “Prostate cancer unit” in Italia.

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