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Click Yourself : i ragazzi fotografano le loro emozioni per prevenire la violenza

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Giovedì 27 novembre con un evento nel quale mettere in mostra il risultato finale del percorso giunge alla conclusione “Click Yourself”, progetto dell’Associazione InfraMente di Como e finanziato grazie ai fondi raccolti nella serata QuietRevolution che si è tenuta a marzo presso il teatro Sociale di Como.

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“Click Yourself”” ha lo scopo di far maturare negli studenti una maggiore consapevolezza sull’emozione della rabbia e di conseguenza acquisire le strategie per gestirla e prevenire il possibile atto violento.

inframente francesca giulia ballabio

Francesca Ballabio

“Quotidianamente ci sono episodi di violenza messi in atto da ragazzi sempre più giovani. I ragazzi sono sovraesposti a immagini molto violente, proposte da televisione, giornali, internet. Non riescono pertanto a percepire i livelli della violenza, e commettono azioni gravi senza neppure rendersi conto della serietà dei loro atti. Violenza che si può esprimere in vari modi: dalla risposta aggressiva alla derisione di altre persone. Bisogna fare un’azione di prevenzione e per questo abbiamo deciso di concentrarci sulle scuole e usare un metodo vicino al mondo giovanile come la fotografia” dice La Presidente di InfraMente Francesca Ballabio, psicologa e psicoterapeuta.

I ragazzi del Liceo Classico “A.Volta” sono stati invitati a fotografarsi a vicenda ed è stato insegnato loro a riconoscere, esprimere e gestire questi stati d’animo negativi per così prevenire l’atto violento.

Un dato importante da sottolineare è che l’ 89% degli studenti ha dichiarato di essere stato molto interessato all’intero progetto.

 

Tutti gli scatti dei ragazzi verranno esposti in una mostra su invito giovedì 27 novembre dalle ore 19.00 presso lo Studio Fabrizio Musa in Via Indipendenza 55 a Como.

Chi volesse ammirare gli scatti, può collegarsi al sito www.inframente.com dove verranno caricati nei prossimi giorni.

“Un’esperienza più che positiva, che ci auguriamo di poter nuovamente ripetere” conclude Francesca Ballabio.

Ivana Rusconi

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