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I dettagli del blitz anti-mafia sul Lario: TRE “LOCALI” SMANTELLATI (i video-choc)

I dettagli sono stati presentati oggi in Procura a Milano.Il maxi-blitz anti-mafia contro la ‘Ndrangheta nel comasco e nel lecchese ha interessato complessivamente 38 indagati di cui 35 finiti in carcere. Il comunicato ufficiale dei carabinieri e della Procura distrettuale antimafia:

Questa mattina i Carabinieri hanno eseguito, nelle province di Milano, Como, Lecco, Monza-Brianza, Verona, Bergamo e Caltanissetta, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Milano dott. Simone Luerti su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 38 indagati (35 in carcere e 3 ai domiciliari) per associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi.

Gli arresti scaturiscono da un’indagine diretta dalla dott.ssa Ilda Boccassini, Procuratore Aggiunto della Repubblica coordinatore della D.D.A. di Milano, e dai Sostituti Procuratori dott. Paolo Storari e dott.ssa Francesca Celle.

L’indagine “Insubria”, avviata negli ultimi mesi del 2012 e condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri (R.O.S.), ha riguardato tre “Locali” di ‘ndrangheta radicate nelle province di Como (“Locali” di Cermenate e Fino Mornasco) e Lecco (“Locale” di Calolziocorte).

Fra i reati contestati alle persone arrestate questa mattina figurano l’associazione di tipo mafioso ed altri gravi delitti – tutti aggravati dalla finalità di agevolare un’associazione mafiosa (art. 7 della Legge 203 del 1991) – quali detenzione, porto abusivo e vendita di armi clandestine, nonchè estorsione e tentata estorsione, anche con l’aggravante della transnazionalità (art. 4 della Legge 16 marzo 2006 n. 146), per essere stata compiuta in più di uno Stato (nel caso di specie, in Italia e Svizzera).

L’attività investigativa, iniziata – come detto – negli ultimi mesi del 2012 e protrattasi fino all’estate del 2014, è stata avviata a seguito di una serie di atti intimidatori ed attentati incendiari in danno di imprenditori, verificatisi nel biennio precedente nell’area territoriale comasco-canturina.

L’indubbia tempestività dell’odierno intervento repressivo costituisce il frutto di una precisa strategia della DDA di Milano, tesa ad abbattere, nell’ambito delle indagini antimafia, i tempi di durata delle varie fasi processuali dall’acquisizione del dato investigativo alla sentenza di condanna.

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Le tre articolazioni mafiose colpite dall’operazione odierna sono:

•il “Locale” di ‘ndrangheta di Calolziocorte (LC), a capo del quale le indagini hanno dimostrato essere MERCURI Antonino detto “Pizzicaferro” e MANDAGLIO Antonio detto “Occhiazzi”, rispettivamente “capo locale” e “capo società”;

•il “Locale” di ‘ndrangheta di Cermenate (CO), a capo del quale le indagini hanno dimostrato essere PUGLISI Giuseppe detto “Melangiana” e BRUZZESE Raffaele detto “Gazzosa”, rispettivamente “capo locale” e “capo società”;

•il “Locale” di ‘ndrangheta di Fino Mornasco (CO), a capo del quale le indagini hanno dimostrato essere CHINDAMO Michelangelo, in qualità di “capo locale”.

L’attività investigativa condotta dai Carabinieri del R.O.S., con il supporto dei Comandi Provinciali di Como e Lecco, si è basata su servizi di intercettazione ambientale e telefonica, osservazioni video, servizi di pedinamento e riscontri documentali. E durante queste intercettazioni sono stati ripresi vari momenti significativi tra cui riunioni del gruppo criminale, denominate “mangiate”.

ALCUNI DEI VIDEO PIU’ SIGNIFICATIVI DIFFUSI OGGI: UN GIURAMENTO RIPRESO DAI CARABINIERI APPOSTATI VICINO

 

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