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Industria Como: avanti al rallenty. Occupazione: si punta al mantenimento dei livelli

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Unindustria Como e Confindustria Lecco presentano la situazione “de facto” del comparto industriale lariano nella consueta analisi dell’andamento congiunturale di settembre.

Nel comasco l’andamento degli ordini interni in settembre è paragonabile a quelli rilevati in primavera (aprile-maggio). Come evidenziato nelle precedenti rilevazioni, la domanda interna, dopo forti cadute ha preso vigore nei primi mesi del 2014, per poi assestarsi da aprile in avanti sui livelli attuali. Il saldo tra chi rileva un aumento (25%) e chi una diminuzione (25%) è peggiorato di poco, ritornando sulla parità (in maggio era leggermente positivo).

Confermato quindi il trend generale positivo, anche se in rallentamento, peraltro già anticipato dall’andamento degli ordini registrato nei mesi invernali e primaverili. Migliore la situazione dei mercati esteri, il 35% del campione dichiara aumenti degli ordini mentre il 22% un calo, il saldo tra le risposte è pertanto positivo. L’attività produttiva in settembre è in miglioramento per il 37% del campione, invariata per il 35 e stabile per il restante 28%

A livello congiunturale, il fatturato in settembre è salito per più di un terzo delle imprese (39%), stabile per il 26% e in diminuzione per il 35%.

Gli ordini in portafoglio sono in diminuzione, stabilizzandosi sui dati rilevati in maggio e lasciando presagire un autunno-inverno poco brillante. Pochissime imprese dichiarano infatti di avere ordini in portafoglio per oltre un trimestre (meno del 5%) mentre la restante parte si divide equamente tra chi ha ordini per pochi mesi e chi invece ha una visibilità della domanda per poche settimane.

Soffrono maggiormente le imprese di dimensioni minori, anche se dal novembre scorso si denota un graduale e costante riallineamento delle performance verso quelle di imprese più grandi.

Dati stabili giungono dalla situazione dei pagamenti da parte dei clienti. Si rilevano casi d’insolvenza in peggioramento per il 30% dei rispondenti, stabili per quasi due terzi (63%) e in miglioramento per il 7%.

Francesco-Verga

Un mese sostanzialmente stabile – afferma il Presidente di Unindustria Como, Francesco Verga – quello appena concluso dopo il rientro dalle ferie che, ancora una volta, conferma maggiori performance ed opportunità per le aziende esportatrici e di dimensioni maggiori. Se da un lato, quindi, emerge sempre più necessaria una politica economica tesa a far ripartire la domanda interna, dall’altro ribadiamo l’importanza di interventi volti a facilitare ed a rafforzare la presenza delle nostre aziende sui mercati esteri. Come abbiamo recentemente sottolineato al Vice Ministro Calenda, vanno assolutamente condotti con energia i negoziati per arrivare all’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, un mercato fondamentale per le nostre aziende, e con il Giappone, al fine di ottenere l’annullamento dei dazi ancora esistenti a condizione di sostanziale reciprocità. E auspichiamo un rapido rientro alla normalità nei rapporti tra UE e Russia, mercato, questo, che ha sempre premiato l’alta qualità dei prodotti comaschi”.                

 

L’ANALISI CONGIUNTA

I dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio rapido congiunto di Unindustria Como e Confindustria Lecco relativo al mese di settembre 2014 delineano, rispetto al periodo luglio – agosto, un quadro orientato alla conservazione dei livelli che ancora una volta risulta confermata dal bilanciamento tra i giudizi di aumento e di diminuzione per i principali indicatori esaminati.

Sul versante della domanda si registra un rallentamento degli ordinativi interni, mentre l’export è protagonista di una dinamica più favorevole.

L’attività produttiva mostra una prevalenza di giudizi improntati alla stabilità, ma le indicazioni di produzione in crescita sono superiori a quelle di variazione al ribasso. La differenza positiva è confermata anche dal tasso di utilizzo degli impianti, che si attesta in settembre al 74%: un punto percentuale superiore a quanto rilevato nella precedente edizione dell’indagine.

Per le vendite si rileva un generale mantenimento dei livelli ma, in questo caso, l’effetto di stabilità deriva dal bilanciamento dei giudizi positivi e negativi che pesano, ciascuno, quasi un terzo del totale.La stabilità emerge anche sul fronte delle aspettative che segnalano un equilibrio tra indicazioni di possibile miglioramento e di peggioramento.

Anche lo scenario occupazionale mostra una prevalenza di giudizi stabili (80%) a cui si accompagnano indicazioni di variazione positiva e negativa di entità comparabile.

L’indagine conferma il permanere di alcuni elementi di criticità e, in particolare, la ridotta visibilità degli ordini in portafoglio, i diffusi casi di insoluti o di ritardi di pagamento, peggiorati in settembre per un’azienda su quattro, oltre alle condizioni praticate dagli Istituti di credito.

GLI ORDINI

Domanda interna in contrazione per le imprese dei due territori nel mese di settembre. Circa la metà del campione non ha riscontrato variazioni rispetto al bimestre luglio-agosto, mentre i giudizi di diminuzione (29,1%) superano quelli di crescita (21,8%), a testimonianza di un mercato interno che al momento non da segni di ripresa. Discorso diverso per l’export, che si dimostra ancora una volta driver di crescita per le imprese del territorio. Anche in questo caso la metà del campione non ha registrato variazioni rispetto ai due mesi precedenti ma, al contrario della domanda interna, è più elevata la percentuale di giudizi di crescita (29,4%) rispetto a quella riferita al rallentamento (23,5%).

LA PRODUZIONE

L’attività produttiva delle imprese comasche e lecchesi fa emergere in settembre una fase lievemente favorevole rispetto alla media dei due mesi precedenti. Per un’azienda su due (50,9%) i giudizi risultano ancora improntati alla stabilità, mentre le indicazioni di produzione in aumento si attestano al 29,6% contro una percentuale inferiore di giudizi di diminuzione (19,5%).

Il tasso medio di utilizzo della capacità produttiva raggiunge la quota del 74,4% sul totale, dato di un punto percentuale superiore ai livelli registrati nel corso della precedente edizione dell’Osservatorio (73,4% in maggio 2014 sul mese di aprile).

Allo stesso tempo, il dato conferma la distanza che ancora separa il pieno raggiungimento dei livelli pre-crisi.

IL FATTURATO

Il fatturato di settembre per le imprese delle due provincie non ha registrato dinamiche particolarmente anomale. Il 30,6% del campione ha segnalato una contrazione rispetto ai due mesi precedenti, il 32,4% ha invece riscontrato un incremento, mentre per il restante 36,9% non vi sono stati cambiamenti.

LE PREVISIONI

Sul versante delle aspettative per le prossime settimane le imprese di Como e di Lecco esprimono indicazioni di mantenimento dei livelli registrati in settembre, giudizio che risulta confermato anche dal bilanciamento tra i pareri di diminuzione e di crescita che assumono entità comparabile.

Mentre quasi tre aziende su cinque (59,1%) indicano di non attendersi variazioni per le prossime settimane nel proprio settore di appartenenza, il 20,9% del campione indica invece una possibile diminuzione e il 20%, al contrario, un incremento.

L’analisi dell’orizzonte di visibilità sugli ordinativi rappresenta ancora una criticità per le imprese di entrambe le province. Per quasi la metà dei soggetti (47,2%) gli ordini in portafoglio risultano coprire un periodo di poche settimane e comunque inferiore al mese. Nel 40,8% dei casi la visibilità sale a qualche mese mentre solo nel 12% si supera il trimestre.

LE MATERIE PRIME

Il costo dell’approvvigionamento delle materie prime per le imprese di entrambe le province segna un lieve incremento – i giudizi di listini in aumento con il 15,3% superano quelli di diminuzione pari al 5,4% – in un contesto di generale stabilità rispetto ai mesi precedenti, segnalata da circa l’80% del campione.

LA SOLVIBILITA’

La problematica relativa all’insolvenza e al ritardo nei pagamenti rappresenta ancora un problema per le imprese comasche e lecchesi. Rispetto alle rilevazioni dello scorso maggio diminuisce la percentuale di imprese che ha registrato questa criticità (poco meno del 60%), ma risulta peggiorata la situazione relativa ai pregressi. Si rileva infatti un’elevata percentuale di giudizi che indicano una situazione invariata (67,9%) ma, al contempo, per oltre un quinto del campione il fenomeno, inteso come entità dei ritardi o numero dei casi di insolvenza, in settembre è decisamente peggiorato.

I RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO

Il rapporto tra le imprese dei due territori e gli Istituti di credito è caratterizzato, nel mese di settembre, da un’elevata stabilità, così come indicato da oltre l’82% delle imprese aderenti all’indagine. Solamente il 6,4% ha riscontrato un peggioramento, mentre circa un’impresa su dieci ha rilevato un miglioramento.

I problemi principali sono legati all’incremento delle spese e delle commissioni bancarie, che ha riguardato il 20% circa del campione, mentre incide meno la situazione relativa agli spread ed ai tassi applicati, in aumento per il 10% del campione.

L’OCCUPAZIONE

La diffusa stabilità già riscontrata per i principali indicatori esaminati nell’ambito dell’indagine è rilevabile anche nel caso dello scenario occupazionale delle imprese di entrambi i territori. Per oltre quattro imprese su cinque (80,2%), infatti, i giudizi risultano improntati al mantenimento dei livelli.

Le indicazioni di crescita (11,7%) e di diminuzione (8,1%) della forza lavoro tendono inoltre a bilanciarsi, rafforzando lo scenario di conservazione del mercato del lavoro.

Le aspettative per i prossimi mesi confermano quanto delineato e risultano globalmente improntate alla stabilità.

 

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