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Guerra e la Braga al Ministero del lavoro per la crisi-Manufat (QUI LA LETTERA)

Crisi-Manufat – “Le scriviamo per segnalare una gravissima situazione che interessa circa 60 lavoratrici e lavoratori della Manufat di Inverigo in provincia di Como, e le loro famiglie”. Si apre così la lettera inviata dai deputati comaschi del Partito Democratico Mauro Guerra e Chiara Braga al sottosegretario di Stato al Lavoro e alle Politiche sociali, Teresa Bellanova per “rappresentare l’urgenza e la drammaticità” della vicenda del maglificio di Inverigo, dichiarato fallito nel novembre del 2011, e sollecitare così un intervento risolutivo tale da “poter dare alle lavoratrici e ai lavoratori della Manufat una risposta concreta a sostegno del reddito e per le prospettive di futuro produttivo e occupazionale”.
manufat-inverigo“La situazione è drammatica ed ha un impatto devastante sulla realtà sociale di Inverigo e di tutta la zona. Molti lavoratori, in attesa del decreto di appro azione della Cigs, hanno richiesto anticipi agli istituti di credito. Al contempo la curatela ha ricevuto alcune manifestazioni di interesse all’acquisto dell’azienda”, scrivono Braga e Guerra nella missiva ribadendo chiaramente come “ora vi è l’assoluta urgenza, dopo undici mesi senza salario per i lavoratori, di provvedere alla erogazione della Cigs e di assumere ogni iniziativa utile a finalizzare e concretizzare le manifestazioni di interesse”.

Dal novembre del 2011, infatti, ”le parti sociali hanno siglato un verbale di accordo per la cassa integrazione straordinaria per fallimento, poi consolidato presso l’Arifl in Regione Lombardia, dove è stato effettuato con esito positivo il processo di esame congiunto nel quale le parti si impegnavano ad avviare percorsi di politiche attive, non escludendo la possibilità di attivare una procedura di mobilità al fine di consentire la ricollocazione del personale”. Procedura di mobilità che prevede fino al termine della Cigs solo il licenziamento di personale volontario e al termine della stessa cigs, prevista per il 3 novembre 2014, il licenziamento del personale restante”.

A seguito della lettera trasmessa al sottosegretario Bellanova gli stessi Mauro Guerra e Chiara Braga hanno direttamente preso contatto con gli uffici del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che si occupano della vicenda.