La politica lombarda da’ un bell’esempio: tagliati i vitalizi

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tagliati i vitaliziTagliati i vitalizi – Il Consiglio regionale ha approvato a larghissima maggioranza (57 voti a favore e 9 astenuti) la legge sui tagli ai vitalizi che introduce una riduzione media di circa il dieci per cento e innalza da 60 a 66 anni l’età dalla quale sarà possibile ricevere l’assegno maturato. Il provvedimento riguarda quindi i “vecchi” vitalizi e segue la legge del 2011 che aveva abolito ogni vitalizio futuro a partire dall’attuale legislatura.

La legge in sintesi – Il provvedimento prevede l’innalzamento dell’età anagrafica per il conseguimento del diritto all’assegno, che passa dagli attuali 60 anni a 66 anni e comunque sarà collegata all’aspettativa di vita secondo quanto stabilito per i lavoratori del pubblico impiego. E’ prevista una riduzione dell’importo lordo dei vitalizi in godimento, dai quali sarà trattenuto un taglio applicato con criteri di progressività. Il taglio interessa i soggetti con un reddito complessivo irpef superiore a 18 mila euro. E vale anche per chi non ha ancora conseguito i requisiti di età previsti per l’erogazione dell’assegno e per quei consiglieri che, nonostante il possesso dei requisiti, non hanno ancora percepito l’assegno. Interessati anche i vitalizi di reversibilità di soggetti con un reddito annuo irpef complessivo superiore a 24 mila euro.

Con un emendamento approvato in Aula è stata prevista anche la sospensione dell’erogazione dell’assegno in presenza di un altro incarico in ente pubblico.

Infine, una norma prevede che i nominativi dei destinatari dei vitalizi con le somme erogate vengano pubblicati sul sito istituzionale del Consiglio regionale, superando così il vincolo che aveva posto il Garante della Privacy.

LE DICHIARAZIONI POST VOTO

Per il Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo “si chiude oggi una pagina che ci ha tenuti impegnati per vari mesi sul tema delle spese e dei costi. Abbiamo fatto quello che era giusto fare per dare un segnale di sobrietà, dopo aver già ridotto significativamente gli emolumenti dei consiglieri e le spese dei gruppi”.

”Ora -ha concluso il Presidente, che era in Aula ma che per prassi non vota- mi auguro si possa tornare a parlare di quello che fa il Consiglio, dell’efficacia delle sue politiche, dei provvedimenti per i cittadini: tornare a parlare cioè di contenuti, oltre che di costi”.

Nei loro interventi in Aula, i Consiglieri del Patto Civica Lucia Castellano e Roberto Bruni hanno sottolineato come “si è arrivati a questa approvazione con un certo ritardo e faticosamente, tra continui stop and go, stretti dalla difesa a oltranza di un diritto acquisito da parte degli ex-consiglieri. Certo avremmo voluto di più: un provvedimento strutturale e non temporaneo, una maggior personalizzazione dei tagli. Ma questa legge rappresenta il miglior risultato possibile alle condizioni date. E risponde a quell’esigenza di giustizia sociale che ci ha mossi fin dall’inizio, riconducendo un trattamento privilegiato a più equa dimensione”.

Per Stefano Buffagni del Movimento 5Stelle, “la presenza del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia ha consentito di mettere il taglio dei privilegi nell’agenda regionale e di far approvare dall’aula un primo taglio ai vitalizi d’oro degli ex consiglieri regionali. E’ una vittoria dei cittadini: senza le nostre iniziative di denuncia gli altri partiti non si sarebbero mai preoccupati di ridurre i costosi privilegi che si è garantita la casta degli ex politici”.

“Ci siamo astenuti -ha proseguito Buffagni- perché, più che un taglio ai vitalizi è stato effettuato un rammendo che non risolve il costoso problema dei privilegi, che costa alle casse lombarde 7 milioni di euro l’anno. Noi abbiamo chiesto l’abolizione totale dei vitalizi o per lo meno la loro rimodulazione su base contributiva come per le pensioni. Si tratta in ogni caso di un primo passo importante, che dimostra come, anche dall’opposizione il M5S riesca a cambiare le cose”.

Secondo il Capogruppo di Forza Italia, Claudio Pedrazzini, “Regione Lombardia ha fatto un ulteriore sforzo per ridurre ogni forma di privilegio e per tagliare i costi della politica. Avremmo potuto fare certamente di più, ad esempio passando dal sistema retributivo a quello contributivo per chi già percepisce un vitalizio, ma solo noi e il movimento Cinquestelle su questo punto abbiamo mostrato sufficiente coraggio. Forza Italia ritiene comunque -ha proseguito Pedrazzini- che si tratti di una legge importante, che potrà essere di esempio ad altre Regioni nel Paese”.

Il Presidente del Gruppo Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato, ritiene che la legge sia “un segnale importante che la Lombardia dà alle altre regioni italiane, come già fatto con la legge del 2013 di riduzione dei costi della politica con risparmi di 8.5 milioni per le spese dei gruppi e di quasi sei milioni di riduzione delle indennità dei consiglieri. Abbiamo fatto quello che nessun altro ha per ora avuto il coraggi di fare.

Il Capogruppo della Lega Nord Massimiliano Romeo, ha ricordato come “la Lombardia sia la prima regione ad intervenire sui vitalizi; ora tocca alle altre Regioni e soprattutto allo Stato centrale,dal quale si è visto finora molto poco, se non nulla, riguardo alla lotta agli sprechi. Proseguiamo sulla strada già intrapresa con il taglio dei costi della politica che ha portato ad un risparmio di 17 milioni di euro all’anno per i cittadini lombardi. Come Lega Nord rivendichiamo il fatto di aver impresso una forte accelerazione su questo tema, certi della necessità di dare un segnale ai cittadini, anche in materia di vitalizi e nella convinzione che, su questo tema, non debbano esistere diritti acquisiti.”

Questo è l’ultimo tassello di una riforma partita a fine 2011 –ha dichiarato il capogruppo del Pd in Regione Enrico Brambilla– quando abbiamo cancellato l’istituto del vitalizio dei consiglieri in carica. Oggi abbiamo messo mano ad un beneficio di cui godono gli ex consiglieri producendo un risparmio annuo di 700 mila euro. Si conclude un lavoro lungo, iniziato a seguito di un nostro ordine del giorno approvato nel giugno del 2013, caratterizzato anche da momenti di difficoltà ma che ha portato ad un testo equilibrato, unico in Italia e in grado di resistere ad eventuali impugnative. Si può sempre comunque migliorare e, se ci saranno le condizioni, siamo disposti a rimettere mano alla legge. Adesso però tocca alla Giunta seguire il nostro esempio razionalizzando e tagliando i costi di funzionamento partendo dagli enti regionali e dalle società partecipate”.

Il capogruppo del Nuovo Centrodestra, Luca Del Gobbo, ha annunciato la decisione del Gruppo NCD di non partecipare al voto, ricordando che “sin dall’avvio dei lavori in Commissione il consigliere Carugo, primo relatore del provvedimento, aveva chiesto di rinviare di una settimana il voto per permettere un approfondimento legislativo, così da scongiurare i ricorsi, e cercare di trovare un’intesa con l’associazione degli ex-consiglieri. Questa richiesta è stata rifiutata da tutti i gruppi, forse più interessati ad inseguire l’onda mediatica che a raggiungere lo scopo prefissato”. “Siamo convinti -ha concluso Del Gobbo- della finalità e dello scopo di questo provvedimento, ma non possiamo accettare il metodo con cui è stato portato avanti e la scelta di prestarci a sicuri ricorsi per inseguire qualche titolo di giornale. Rimandare il voto di oggi così da consentire ulteriori approfondimenti non avrebbe sminuito la portata del provvedimento, al contrario ci avrebbe garantito di approvare un testo più chiaro e inattaccabile.”

“Abbiamo fatto un passo importante -ha dichiarato Fabio Altitonante (Forza Italia)- anche se avremmo potuto fare di più. Ma resta un dato di fatto: con questa legge la Lombardia, come sempre per prima in Italia, apre la strada per l’abolizione dei vitalizi degli ex Consiglieri, che già oggi costano ai cittadini circa 7 milioni e mezzo all’anno”.

Nel dibattito era intervenuto anche l’Assessore Massimo Garavaglia, che ha ricordato come la Giunta regionale -per rispetto delle prerogative consiliari non è intervenuta direttamente nella istruttoria della legge se non assistendo da punto di vista tecnico il Gruppo di lavoro- che lo ha elaborato. “I costi – ha aggiunto Garavaglia- li abbiamo ridotti comunque anche noi per circa 40 milioni sul 2013. Informo che la legge approvata oggi porterà un risparmio complessivo di circa 6 milioni di euro. La Lombardia -ha concluso- fa ancora una volta da apripista”.

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