Libeskind: un’onda di luce sulla diga foranea di Como

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Un’onda? Un ponte? Forse un il flash di un  lampo scolpito in metallo e luce. L’immagine che compare nel rendering diffuso nella serata di ieri ci  da una prima impressione di quello che potrebbe essere il monumento pensato dal designer Daniel Libeskind per iniziativa dell’associazione Amici di Como. I particolari, dimensioni comprese che dovrebbero sfiorare i 20 metri d’altezza, saranno rivelati oggi alle 11 all’Hotel Terminus. Il titolo dell’opera è The Life Electric e l’omaggio ad Alessandro Volta è evidente.

La collocazione sulla diga foranea di fronte a Piazza Cavour ha già sollevato le perplessità di molti architetti ed urbanisti comaschi. Daniel Libeskind ha previsto alcune modifiche strutturali anche alla parte finale della diga che diventerebbe parte integrante del monumento. Ora il progetto dovrà incontrare il benestare della varie commissioni che si occupano di paesaggio e beni culturali.

Intanto molti cittadini hanno già espresso il loro parere sull’ opportunità di cambiare il profilo del primo bacino del lago visto da Piazza Cavour. C’ è chi ha già bocciato l’opera di un’archistar acclamata in tutto il mondo ancor prima di vedere questa prima immagine. Ricordiamo che, attualmente,  sulla diga foranea fanno bella mostra un lampione e un cestino per i rifiuti

E proprio ieri sera, in apertura del consiglio comunale di Como,intervento dai toni polemici del consigliere Luca Ceruti di 5stelle. Ecco il testo integraleceruti in poche parole

Gentile Signor Sindaco
Abbiamo letto su “la Provincia” di oggi il suo appello ai comaschi affinché si realizzi la posa dell’opera di Libeskind sulla Diga Foranea
Con involontario umorismo Clemente Tajana, è arrivato persino a riesumare il Colosso di Rodi per motivare il suo entusiasmo per l’opera!
In generale l’articolo apparso oggi era tutto un tripudio di “evviva!” e una bacchettata ai “gufi” pessimisti di renziana memoria!
Delle critiche serie, circostanziate argomentatissime nemmeno un cenno… come per Ticosa… come per le paratie… gli esempi non mancano!

Aggiungo solo una breve considerazione a quello che è già stato scritto e detto sul sito www.como5stelle.com e altrove, una considerazione riassumibile nel fatto che: si vuole posare un’opera che nessuno ha ancora visto, che richiederà una modifica sostanziale della struttura della Diga, e che altererà considerevolmente il panorama del lago visto da Como.

Mi chiedo se le sembra opportuno ed elegante utilizzare la sua posizione istituzionale per tentare di influenzare un dibattito che, a mio avviso è partito malissimo: i cittadini (i suoi elettori) non hanno idea di cosa realmente si vuole fare e un serio confronto pubblico non è stato ancora avviato.
Mi chiedo inoltre quando potremmo veder completate un’opera qualsiasi a Como prima che un ulteriore cantiere si aggiunga ai molti che già gravano sulla città, cioè sulla sua fruibilità per i cittadini e per i turisti.

Avremmo tra l’altro voluto sentirla così attivo quando si trattava di discutere della possibile realizzazione Campus Universitario che, ora si sa, non verrà mai realizzato. Cosa che ha comportato l’abbandono di Como (dal prossimo anno) da parte del Politecnico di Milano!

Se desiderasse porre la questione nell’ottica di un confronto democratico avrà la nostra collaborazione.

Confronto democratico significa ad esempio fare quello che hanno fatto rispetto all’opera del 2003 in via Como a Chiasso (CH)
(copertura della tangenziale con realizzazione di un passante insonorizzato all’esterno, progettata dall’architetto Botta e realizzata poi dalla ditta Turbosider). La vicenda è significativa dal punto di vista della buona amministrazione democratica:
In quell’occasione, i progetti dettagliati dell’opera vennero preventivamente presentati in due ampie sale presso il Municipio alla visione di tutta la cittadinanza, nella forma di rendering ma sopratutto di progetti esecutivi dettagliati e di analisi dei costi.
In un registro presente nelle sale era possibile esprimere opinioni da parte dei visitatori sul valore e l’opportunità dell’opera in progetto.
A nessuno passò per la mente di giustificarla solo perché: “Progettata da una nota archistar”!!!
Gli svizzeri, piaccia o meno, in queste cose ci battono di larga misura!

Se invece desidera perseguire il metodo Bruni di imporre le sue convinzioni a tutta la cittadinanza allora una collaborazione non sarà in alcun modo possibile. Ma Lei questo lo sa già, non peggiori i già precari rapporti con le minoranze utilizzando ulteriori stratagemmi persuasivi.

Le ricordo che ci stiamo facendo portavoce di istanze espresse da parti importanti della società civile della sua, della nostra città.

Cordiali saluti.

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