Quantcast
Punture di vespe e api, in aumento i vaccini (COSA FARE, VIDEO) - CiaoComo
Cronaca

Punture di vespe e api, in aumento i vaccini (COSA FARE, VIDEO)

ape su fiore

Punture di vespe e api – Raddoppiano a Como i pazienti vaccinati per l’allergia al veleno di imenotteri. Terminata la stagione calda, quella durante la quale sono più frequenti le punture di api, vespe e calabroni, i soggetti che hanno scoperto di essere allergici dovrebbero correre dunque ai ripari e, su indicazione dell’allergologo, sottoporsi al vaccino, vera e propria terapia salvavita, in un ambulatorio come quello di allergologia  del Sant’Anna di Como in via Napoleona, uno tra i pochi centri di riferimento in Lombardia a occuparsi di questa attività, che segue attualmente circa 600 pazienti e che vaccina circa 35 nuovi pazienti ogni anno rispetto ai 10-15 del 1998.

 

[su_youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=v9U-iJ0_ih8″ height=”340″ responsive=”no”]http://youtu.be/i5DXgDQQ32w[/su_youtube]

 

 

Quando le persone vengono punte, la reazione allergica si può manifestare solo con il gonfiore e il fastidio localizzato, ma nel 3% della popolazione può provocare effetti ben più gravi che possono causare dall’orticaria allo shock anafilattico. In provincia di Como solo quest’anno sono stati 11 gli interventi del 118 in aiuto di pazienti punti da imenotteri e poi portati in Pronto Soccorso.

Ma come si interviene in caso di puntura quando la risposta dell’organismo non si limita al gonfiore e arrossamento localizzati alla zona in cui si è stati punti?

“L’intervento si differenzia in base al tipo di reazione – spiega Maurizio Volontè, responsabile dell’ArticolazioneAziendale Territoriale 118 di Como-. Reazioni locali non richiedono di solito trattamenti specifici importanti, possono prevedere l’applicazione di ghiaccio sulla zona interessata dalla puntura, a cui può far eventualmente seguito l’applicazione di una crema cortisonica per attenuare il gonfiore, l’eritema o il prurito”.

 

[su_youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=vbVdUZbx4CU” height=”340″ responsive=”no”]http://youtu.be/i5DXgDQQ32w[/su_youtube]

 

Per le forme più gravi, l’intervento urgente di personale sanitario inviato dalla Sala Operativa del 118 permette un trattamento, anche farmacologico, la cui tempestività è finalizzata al superamento dei problemi clinici più importanti della reazione allergica alla puntura.

Gli allergici

E’ opportuno che le persone che hanno già avuto reazioni allergiche importanti in occasione di punture di tali insetti mantengano un livello di attenzione più elevato in quanto più esposte al rischio di gravi problemi.

Il ricorso all’impiego di sistemi di auto somministrazione di adrenalina (con dosaggi per adulti e per bambini) è di regola riservato alle persone in cui è noto il rischio di reazioni allergiche gravi e che hanno ricevuto indicazioni, in tal senso, dal proprio medico curante o del medico specialista allergologo.

Test e vaccino

“Ogni anno – aggiunge Marina Mauro, coordinatrice dell’Ambulatorio di Allergologia dell’Ospedale Sant’Anna, ubicato nell’Ambulatorio di via Napoleona, a Como – in Italia muoiono almeno 10 persone all’anno a seguito di puntura di imenottero. Il veleno di api, vespe e calabroni, infatti, non contiene solo sostanze tossiche come l’istamina e le proteasi, che causano il gonfiore localizzato, ma anche sostanze allergizzanti. Esistono test su cute e su sangue specifici per individuare l’imenottero che ha provocato la reazione allergica. Se il paziente risulta positivo, può  essere vaccinato e l’efficacia di tale trattamento è molto alta, quasi del 100%”.

 

[su_youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=oBcahqoDiaQ” height=”340″ responsive=”no”]http://youtu.be/i5DXgDQQ32w[/su_youtube]

 

I rischi  

“La storia naturale di questa allergia – prosegue l’allergologa – prevede che i soggetti che hanno presentato una reazione locale estesa abbiano il 5-10%. di rischio di anafilassi, cioè di una grave reazione allergica ad una successiva puntura. I pazienti che hanno invece manifestato una reazione generalizzata alla puntura hanno un rischio globalmente del 50% di anafilassi a una successiva puntura. Tale rischio è influenzato dal tipo di reazione, più elevato per manifestazioni gravi con interessamento respiratorio e cardiocircolatorio (70%), e più basso per reazioni generalizzate limitate alla cute o all’apparato gastroenterico (30%). Il paziente che ha presentato reazioni locali estese o generalizzate dopo puntura di imenotteri deve essere valutato attentamente dallo specialista con un’accurata anamnesi e test allergologici specifici in vivo e in vitro”.

I numeri

Dal 1998 a oggi nell’ambulatorio di via Napoleona sono stati vaccinati 570 pazienti. Di questi, 400 proseguono ancora l’immunoterapia. Nei primi anni i nuovi pazienti che iniziavano il vaccino erano 10-15 all’anno, ora sono circa 35.

“La ragione di tale incremento – conclude Mauro – è legata a una più capillare diffusione dell’informazione dei servizi a disposizione e al fatto che sempre più pazienti, attraverso il passaparola, e strutture sanitarie inviano all’Ambulatorio del Sant’Anna, anche da altre province come Sondrio, Varese, Lecco e Monza-Brianza, dove non esistono strutture che si occupano di questo problema”.

I test  si eseguono sia sulla cute con veleni purificati di Ape, Vespula, Polistes e Calabrone, ma anche su sangue.  “Grazie al nostro Laboratorio Analisi, diretto dal dott. Gianni Giana  – aggiunge Mauro – per i test del sangue abbiamo a disposizione allergeni molecolari di ultima generazione, detti ricombinanti, la cui lettura ed esecuzione si deve alla dott.ssa Silvana Armitano e alla tecnica Piera Pagani”.

Una volta identificata grazie a queste prove allergiche la persona a rischio di nuove reazioni sistemiche, il paziente si deve dotare della terapia farmacologica di emergenza e, soprattutto, deve sottoporsi all’immunoterapia specifica ovvero il vaccino, un trattamento preventivo di grande valore principalmente indicato per gli adulti e, in casi attentamente selezionati, anche per i bambini. Le dosi di vaccino si somministrano una volta al mese per cinque anni consecutivi nel Poliambulatorio di via Napoleona.

I pazienti che inizieranno il vaccino da settembre verranno seguiti nella fase iniziale dell’immunoterapia – la più delicata – nel Day Hospital dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia.

L’associazione ALIComo

Presso l’ospedale Sant’Anna è stata costituita l’ALI (Associazione Allergici Imenotteri)  Como, associazione di volontariato senza scopo di lucro presieduta da Valeria Ferrarese che si propone di aiutare tutte le persone che hanno presentato reazioni locali o generalizzate alla puntura di imenotteri. Sul sito ww.alicomo.com si possono trovare tutte le informazioni utili su come prevenire le punture e cosa fare in caso di reazione allergiche.

commenta