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La piscina Sinigaglia a pezzi: il Comune va in Tribunale

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Pezzi di mosaico che si staccano dal bordo e dal fondo della piscina Sinigaglia. Una situazione nota da tempo, ma che è destinata a vedere un ulteriore ritardo nella sistemazione definitiva di questo problema. Da mesi, infatti, le piastrelline hanno iniziato a staccarsi sia dal bordo che dal fondo della piscina tra lo sconforto degli utenti. Il Comune è intervenuto con una copertura in plastica sulle zone danneggiate per evitare che la situazione degenerasse, prevedendo la possibilità del posizionamento di una vasca provvisoria -appoggiata sull’attuale – in attesa di un rifacimento totale della copertura. L’intenzione era quella di evitare la chiusura della struttura. Una piscina rifatta a nuovo solo pochi anni fa, ma che sta perdendo già i pezzi e alla quale pare i comaschi dovranno rinunciare ancora per qualche tempo. Il Comune ha deciso di procedere per vie legali. E’ stata fissata, infatti, per il prossimo 2 settembre la prima udienza per il ricorso giudiziale promosso dal Comune di Como per l’accertamento tecnico dello stato dei luoghi della vasca della piscina Sinigaglia. Il prossimo 2 settembre, appunto, il giudice procederà con la nomina dei periti che dovranno indagare sul distacco delle piastrelline di rivestimento della vasca. Come previsto dal Codice Civile (art. 1669 – “.. quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purchè sia fatta denunzia entro un anno dalla scoperta”) non essendo ancora trascorsi dieci anni dalla fine dei lavori permane la responsabilità dell’appaltatore nei confronti del committente. Una volta conclusa la fase di indagine, e solo a conclusione, si potrà procedere con i lavori di sistemazione della vasca. L’accertamento tecnico è legato alla causa che l’amministrazione comunale intenterà nei confronti dell’appaltatore proprio per la verifica della mancata o inesatta esecuzione degli obblighi contrattuali. “Per capire quando potremo riaprire al pubblico la piscina – spiega Marco Benzoni, direttore di Csu, la società che per conto del Comune gestisce l’impianto – dobbiamo aspettare l’incontro del 2 settembre. A quel punto mi auguro che si possano programmare i lavori e quindi definire un cronoprogramma”.

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