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Volontarie scomparse in Siria: partite dal Lario - CiaoComo

Volontarie scomparse in Siria: partite dal Lario

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volontarie rapite siriaVolontarie scomparse in Siria – Sono partite per la Siria, da dove sono scomparse da una settimana – e si teme il loro rapimento come conferma anche la Farnesina – le due volontarie lombarde, Greta Ramelli da Besozzo (Varese) e Vanessa Marzullo da Brembate (Bergamo). Erano ad Aleppo e da lì si sono perse le loro tracce. Le giovani, fondatrici del progetto Assistenza medica Horryaty, erano al secondo viaggio in Siria e questa volta sono entrate nel paese il 28 luglio passando da Atma, uno dei più grandi campi profughi siriani.

Il rapimento sarebbe avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì, meno di 72 ore dopo il loro arrivo in Siria. L’ultima presenza delle ragazze sui social network risale alla notte precedente al rapimento: un’immagine di Aleppo devastata.

 

IPOTESI RAPIMENTO
Fonti locali riferiscono che diverse decine di uomini armati avrebbero circondato l’abitazione dove le due donne si trovavano insieme a due uomini di scorta, a loro volta sequestrati ma liberati dopo poche ore. Mercoledì la Farnesina ha confermato la loro irreperibilità. Il ministero ha attivato «immediatamente tutti i canali informativi e di ricerca per i necessari accertamenti. Le due ragazze erano ad Aleppo per seguire progetti umanitari nel settore sanitario e idrico». «L’Unità di crisi ha già preso contatto con le famiglie che vengono tenute costantemente informate sugli sviluppi del caso».

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LA ONLUS DI ASSO: PARTITE DA QUI

Assistenza medica Horryaty, fondata dalle due ragazze insieme a Roberto Andervill, aveva organizzato la spedizione insieme alla onlus di Asso (Como) “Rose di Damasco” e dalle associazioni Sos Siria e Ipsia di Varese e dalla comunità siriana araba in Italia. Silvia Moroni, presidente della onlus, spiega che «le due ragazze sono partire per la Siria il 22 luglio dopo che il 20 luglio avevamo organizzato insieme una serata di raccolta fondi a Como. In particolare, il progetto era quello di acquistare kit di pronto soccorso e pacchi alimentari da distribuire al confine, oltre che istruire i ragazzi in materia di Pronto soccorso».

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