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Polemiche concerti in piazza Cavour: amarezza degli organizzatori

Polemiche concerti piazza Cavour – Amareggiati ma ancora una volta pronti al dialogo. Dopo le polemiche degli ultimi giorni i Musicisti di Como tornano a far sentire la propria voce per spiegare il loro punto di vista sulla vicenda delle polemiche legate ai concerti in piazza Cavour.

Tutto sarebbe nato dopo le proteste di alcuni turisti stranieri, che alloggiavano nelle stanze degli hotel che affacciano sul “salotto buono” della città, a causa di volumi troppo alti in occasione di due serate (19 e 26 luglio).

Una situazione che avrebbe spinto Alberto Cassani, titolare del Metropole Suisse e presidente degli albergatori di Confcommercio, a chiedere di evitare questo genere di intrattenimento estivo, per scongiurare la fuga dei pochi turisti presenti in città. Una polemica per decibel troppo alti che nelle ultime ore ha visto anche la replica del Comune, con l’assessore Luigi Cavadini che ha cercato una mediazione tra le parti, ammettendo però qualche problema nel rispetto degli orari stabiliti per il termine dei concerti.

Una situazione inaspettata per l’associazione Musicisti di Como e che di certo non ha fatto piacere a chi da tempo cerca di tenere “viva” la città. “I decibel non erano troppo alti – spiega Paolo Ghirimoldi dell’associazione Musicisti di Como e tra gli organizzatori delle serate – sono stato sia all’hotel Barchetta che al Metropole Suisse e mi hanno detto di non aver ricevuto segnalazioni, solo una persona, nel secondo hotel ha chiesto di cambiare stanza”.

Molto rumore per nulla? Visto che il colpevole sarebbe proprio un eccesso di volume. “Nella prima serata, quella del tributo a Lucio Dalla, sono venute in piazza 1.500 persone e di tutte le età – aggiunge ancora Ghirimoldi – dagli adolescenti a persone più in là con gli anni. In occasione della serata Lollipop si è fatta musica jazz e swing. Non stiamo di certo parlando di musica rock”.

Proprio in occasione della serata anni Cinquanta si è verificato un ritardo nella chiusura dell’evento di 15 minuti, ma anche in questo caso Ghirimoldi precisa: “Abbiamo sforato perché la serata prevedeva un dj set ai giardini a lago dopo la mezzanotte, ma il Comune aveva dato l’autorizzazione anche ad un altro evento che non era possibile unire al nostro, così ci siamo ritrovati a dover rivedere il tutto e gestire il nostro evento in piazza Cavour. Non capisco perché Cavadini abbia dichiarato che i concerti devono finire alle 23 quando a noi è stato dato il limite della mezzanotte”.

Il rappresentante dell’associazione di musicisti comaschi precisa anche che: “il costo per il Comune di questi eventi è davvero minimo, ma la risposta della gente è stata più che positiva. Mi sembra assurdo che si punti il dito in questo modo contro di noi che facciamo di tutto per organizzare spettacoli per la città e per i turisti, mettendo sul palco veri professionisti”.

Una polemica che si sarebbe potuta evitare per il rappresentante dei Musicisti di Como, ma che di certo non frena l’apertura al dialogo: “Cassani da tempo dice che a Como serve una vera proposta di intrattenimento – conclude Ghirimoldi – sarebbe interessante capire qual è la sua idea di evento per i turisti. Noi siamo pronti ad ascoltare le sue proposte”.