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Canottieri Moltrasio, Magnaghi è d’argento

Canottieri Moltrasio – L’ha cercata per cinque mondiali tra juniores, under23 e senior, e ora al sesto, quello di casa, quello della sua categoria, quello che ha vissuto in barca da sola, è medaglia d’argento. Sara Magnaghi, azzurra della Canottieri Moltrasio, ai Campionati del Mondo under 23 di Varese chiude il medagliere italiano con un’impresa unica per se stessa e per la squadra. Nel singolo è seconda solo alla già campionessa iridata del doppio Milda Valciukaite e il suo argento è il primo di sempre per l’Italia in questa specialità.

Prima in batteria con un vantaggio abissale, terza in una semifinale fac simile della finale vera e propria: già sabato infatti, insieme a Sara, la lituana poi vincitrice e la tedesca Anne Beenken poi bronzo, di un anno più giovani (1994) ma dal curriculum decorato e temibile. Il percorso della moltrasina azzurra verso la finale A è stato netto, rassicurante, perfino ostacolato da un’alga in partenza che l’ha rallentata di molto. Ieri invece, nella domenica mondiale, una progressione e una sicurezza che hanno fatto sognare il pubblico della Schiranna già dai mille metri. Lo skiff azzurro taglia il traguardo in 7.31”48, un tempo che già da solo giustifica l’incoronazione e premia i progressi di Sara nell’ultimo anno.

“Non ho guardato le avversarie” commenta a caldo Sara dopo aver abbracciato amici e parenti nella tribuna gremita “pensavo solo che questa volta potevo farcela, la medaglia c’era. Per ora la lituana è ancora troppo forte però vediamo…”. Il 2014, anno in cui Sara compirà 21 anni di cui 11 trascorsi a remare, ha portato via le sue maledizioni sportive: in una sola stagione i primi due titoli italiani e la medaglia mondiale, tutti nel singolo. Ora manca il clou, la rassegna iridata assoluta di Amsterdam.

A Varese, la Canottieri Moltrasio ha potuto supportare anche altri tre suoi atleti in body azzurro. Filippo Mondelli e Guglielmo Carcano sono saliti sull’ammiraglia italiana, raggiungendo in Finale A colossi quali la Nuova Zelanda, l’Australia e gli Stati Uniti. Nella loro gara di recupero e poi in finale hanno messo in campo tanta forza di volontà per riscattarsi da una batteria deludente e consegnare al mondiale una gara alla loro altezza e di questa specialità. Quinto posto finale e qualche convinzione in più, che servirà in prospettiva assoluta (Mondelli, insieme a Sara Magnaghi, è già partito per Piediluco per preparare Amsterdam).
Anche una delle voci e delle dritte rotte azzurre era moltrasina: Giorgio Crippa, classe 1998, ha timonato il 4+ di Cuomo, Vigliarolo, Pagani e Rocchi che in finale ha cercato di aggredire le corsie ma poi ha dovuto cedere di fronte alla superiorità degli avversari: sesto posto al primo mondiale, Giorgio può essere soddisfatto.