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Abusivismo e contraffazione:”Vanno sempre denunciati”

Abusivismo e contraffazione, Como –  “L’abusivismo non conosce crisi”, così oggi a Como Renato Borghi, Presidente nazionale di Federazione Moda Italia, nel corso del seminario “Etichettatura e lotta alla contraffazione”, organizzato da Confcommercio Como, in collaborazione con Camera di Commercio di Como e Unioncamere, su progetto di Federazione Moda Italia che ha visto la folta partecipazione dei dettaglianti comaschi, nella sede di via Ballarini. “La contraffazione è una filiera vera e propria- ha proseguito Borghi – cresciuta con la globalizzazione. Un crimine per la società, che arreca danni ai commercianti e allo Stato”. Determina infatti 5 miliardi di euro di mancate entrate fiscali, costa 110 mila posti di lavoro e soprattutto sfrutta il lavoro minorile (bambini dai 6 ai 12 anni). In Italia il fatturato del falso vale 2,5 miliardi di euro per il settore moda. Il giro d’affari della contraffazione è pari a 6,9 miliardi di euro in Italia. Contraffazione che coinvolge anche i consumatori che spesso non considerano i reati che si celano dietro a questo fenomeno. “L’impatto dell’abusivismo e della contraffazione tocca tutti i settori – ha aggiunto Graziano Monetti, Direttore di Confcommercio Como -. Secondo un’indagine Censis divulgata in occasione della giornata della Legalità, l’80% delle imprese si sente danneggiata dalla contraffazione”. Secondo una ricerca di Confcommercio –Format Research, tra i prodotti illegali acquistati nel 2013 spiccano abbigliamento (41,2%), pelletteria (26,9%), scarpe e calzature (21,0%).

Su questo fronte Federazione Moda Italia ha allestito in vari territori i “gazebo anti contraffazione” e Borghi ha lanciato un appello a tutti i presidenti provinciali di Federazione Moda Italia: “Denunciate quando venite a conoscenza di questi fenomeni”. Ma oggi si è parlato anche e soprattutto di etichettatura. A novembre entreranno in vigore le nuove norme e oggi sono state impartite ai commercianti le istruzioni per evitare di incorrere in sanzioni. Questo infatti è il nodo. In caso di etichettatura non conforme, la responsabilità ricade anche su colui che immette il prodotto sul mercato, quindi sul dettagliante, che ha l’onere di verificare se il prodotto è in regola con le norme cogenti, di garantire al consumatore la corretta informazione e sopportare le sanzioni. Sanzioni che possono arrivare sino a 3.000 euro. “E’ un situazione ingiusta – ha sottolineato Monetti – ecco perché è stato importante essere qui oggi. E’ un’operazione a difesa della legalità e della trasparenza di tutta la filiera del comparto moda”. Ai partecipanti è stato consegnato un attestato di partecipazione e un Kit Sos Etichettatura, per evitare contenziosi e sanzioni , completo di vademecum sulla lotta alla contraffazione, un vademecum sull’etichettatura dei prodotti tessili e calzature, di un timbro auto inchiostrante per richiedere al fornitore l’ etichettatura conforme e un cartello multilingue sulle fibre tessili da appendere nei camerini. Tra le norme che regolano le etichette, l’indicazione precisa di tutti i componenti del capo e l’obbligo di indicare espressamente le parti di origine animale e non tessile (es. bottoni di madreperla) con apposita dicitura, come ha spiegato ai presenti Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italia, che ha illustrato le norme per una corretta etichettatura dei prodotti tessili e delle calzature.

Daniela Tatafiore della Camera di Commercio Como ha esposto l’attività di vigilanza dell’ente camerale, le modalità con cui avvengono i controlli: “L’attività di vigilanza è sul prodotto, non sull’operatore”, ha precisato, annunciando che i controlli per il settore tessile partiranno a novembre, con l’entrata in vigore delle nuove prescrizioni, mentre quelli del comparto calzaturiero a settembre. “Quando viene fatto un controllo – ha spiegato la Tatafiore- viene rilasciato un verbale. Può essere necessario procedere con il prelievo dei capi e richiedere la documentazione commerciale”. Mentre il sequestro può scattare in caso di assenza dell’etichetta di composizione. “ Il progetto di Federazione Moda Italia che oggi ha fatto tappa a Como è molto importante – chiude Giansilvio Primavesi, Presidente di Confcommercio Como e Presidente del Gruppo moda di Como – . La Federazione ha portato avanti numerose lotte, dall’allerta per le truffe, come quelle dei corrieri in cui sono incappati anche commercianti comaschi, ai sondaggi sull’andamento delle vendite, sino alla lotta per l’uso dei contanti da parte degli stranieri. Anche oggi l’obbiettivo e’ stato tutelare e preservare il commercio”.