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ZES – Zona Economica Speciale, il primo sì dalla Regione

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ZES – Zona Economica Speciale . Fisco agevolato, il consiglio regionale incassa il primo sì ed esulta Daniela Maroni: “Siamo a buon punto, ci vuole un fisco più leggero per le imprese.”

Lei che da anni si sta battendo per tutelare le imprese del territorio, lei che ha dato una nuova iniezione di denaro risollevando, in parte, i forzieri dello Stato italiano con la proposta di attuare prima e ampliare poi la carta sconto benzina, ora scende nuovamente in campo ed è pronta a condurre la propria campagna a sostegno della ZES – Zona Economica Speciale , affiancando il Governatore Maroni e sottoscrivendo la mozione presentata dal collega consigliere Luca Gaffuri che condivide a pieno titolo. Daniela Maroni però guarda anche oltre e si mobilita per ridare fiducia al sistema imprenditoriale locale favorendo i nuovi insediamenti e cercando di far radicare sul territorio quelle realtà produttive già insediate e che sono sempre più coinvolte in una delocalizzazione al di fuori dei confini regionali. Parliamo di esenzioni, di abbattimenti di costi, di vantaggi che non si fermano sulla carta, ma che portano a ritorni concreti sui bilanci.

“In questo momento delicato di congiuntura ancora fragile, dobbiamo assicurare agli imprenditori di poter andare avanti e lo possiamo fare rispondendo con azioni concrete alle loro esigenze. Possiamo parlare di una task force per tutelare i nostri imprenditori e difendere il nostro know how. Delocalizzare in questi anni sembra essere stata la parola d’ordine, un baluardo divenuto una prerogativa per il domani, il futuro di quel sottobosco di micro, piccole e medie imprese che hanno fatto l’economia dell’area lariana. Capiamo bene che i paesi emergenti, per noi la stessa Svizzera, ha affascinato mettendo a segno politiche fiscali di gran lunga interessanti. Sono convinta che sia tutto giusto, siamo in un mercato di libera concorrenza, ma dobbiamo far qualcosa per tornare a conquistare il primato e ridare ossigeno all’economia comasca. Se da un lato sembra non essere più attuabile la competitività dei salari e la manodopera sembra diventare un’emorragia, noi dobbiamo intervenire, agire e dare risposte per creare quel clima di fiducia necessario per ridare vitalità al sistema imprenditoriale. Dobbiamo dare dei vantaggi reali e il consiglio regionale sarà in grado di fornire.”

LE ALTRE REAZIONI DEI CONSIGLIERI COMASCHI

altCritico, invece, Gaffuri. Un’occasione persa secondo il Pd. Un provvedimento che non servirà a contrastare efficacemente la delocalizzazione delle imprese dove è più conveniente produrre. Per questo il consigliere  Luca Gaffuri si è astenuto oggi sul voto al progetto di legge al Parlamento per l’istituzione di zone economiche speciali (ZES) in Lombardia. “Buona l’idea, che risponde certamente ad una problematica importante, non solo lombarda, ossia il fenomeno dello spopolamento industriale di alcune aree della regione, particolarmente quelle di confine, attratte dalla convenienza retributiva e fiscale della Svizzera o di altri Paesi – dice il consigliere Gaffuri – . Ma lo strumento non è adeguato: far coincidere l’istituzione delle zone speciali con aree geografiche invece che con aree a particolare criticità e, soprattutto, legarle al percorso della carta sconto benzina è un errore, che non ci convince. Restano così tagliati fuori comuni che invece rischiano effettivamente lo spopolamento produttivo e lì si creeranno nuove fasce di desertificazione economica. Per questo avevamo proposto emendamenti funzionali a contrastare le criticità di questo provvedimento, come inserire nelle ZES quei comuni il cui territorio sia compreso nella fascia di 20 km dalla linea di confine tra Italia e Svizzera e nei quali i frontalieri residenti abbiano rappresentato almeno il 4% della popolazione e quelle aree interessate dagli Accordi di competitività come previsti dalla legge sulla competitività recentemente approvata ma la maggioranza non li ha approvati.

 

alt“E’ un segnale importante contro la fuga di imprese verso la Svizzera. Ora toccherà ai parlamentari far sì che questo provvedimento ottenga al più presto il via libera e non perda la propria efficacia passando da una commissione all’altra. Dall’assessore regionale al Bilancio, Massimo Garavaglia e dalla Giunta sono arrivate rassicurazioni sulla possibilità che il provvedimento venga allargato anche ad altri Comuni, come quelli dell’Alto lago, dove alta è la percentuale di frontalieri. La Zona Economica Speciale rappresenta un’occasione da non perdere. Lavoratori e imprese attendono risposte concrete. Como, con quasi 41mila imprese, sarà la provincia maggiormente interessata dalla Zes”. Così Francesco Dotti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Speciale per i rapporti con la Confederazione Svizzera.

 

video fermi«Speriamo che Roma accolga la nostra proposta e la renda concreta. La realizzazione di Zone economiche speciali è di vitale importanza per l’economia del territorio di confine con la Svizzera». Il consigliere di Forza Italia Alessandro Fermi manifesta la sua soddisfazione per l’approvazione della proposta di legge al Parlamento sulla creazione delle Zes, discussa nel pomeriggio di oggi nell’Aula del Consiglio regionale. Abbiamo previsto misure – sottolinea Fermi – che stravolgerebbero il modo stesso di concepire l’imprenditoria in zone in cui la competizione con la Confederazione elvetica è tutta a nostro svantaggio. Penso ad esempio all’esenzione dalle imposte sui redditi (per i primi otto periodi di imposta), a quella sull’Irap (per i primi cinque periodi di imposta). All’esenzione dall’Imposta unica comunale per cinque anni e a quella, completa, dalle imposte doganali e dall’Iva. Insomma, diverse misure che contribuirebbero a puntellare in modo efficace l’attività, oggi drammaticamente pericolante, di tanti imprenditori fiaccati dalla crisi e dai regimi fiscali favorevoli dei nostri vicini di casa».

«Questo provvedimento è frutto di un lavoro impegnativo – conclude l’esponente azzurro – che il Consiglio regionale è riuscito a portare avanti e concludere con successo. Il nostro dovere l’abbiamo fatto, ora cercheremo di vigilare perché questa proposta non rimanga nascosta in qualche cassetto romano ad ammuffire. È in gioco il benessere di numerose famiglie».

 

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