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Canone Rai speciale, c’è la rivolta degli artigiani

Canone Rai speciale, Como – “In un momento di grave e perdurante crisi sulle imprese, l’atteggiamento vessatorio posto in essere dalla Rai appare esecrabile e censurabile nella forma e nei contenuti. Per questo protestiamo con veemenza e ci attendiamo da un Esecutivo tanto attento alle riforme e alle piccole e medie imprese, un intervento risolutivo e definitivo del caso specifico e sul servizio pubblico radiotelevisivo in generale.” Anche l’Unione Artigiani di Como, come quella nazionale, interviene sulla querelle della lettere spedite dalla Rai a pioggia a imprese e titolari di partita Iva, con la quale si chiede il pagamento di un salatissimo canone Rai speciale in ragione della detenzione di apparecchi atti alla ricezione del segnale televisivo.

“Stiamo ricevendo centinaia di telefonate di artigiani preoccupati e indignati – spiega il segretario generale, Marco Accornero -, ai quali raccomandiamo di non pagare nulla se non prima aver attentamente verificato la propria situazione. La questione – sottolinea ancora Accornero – è strutturata, come sempre, in maniera assai più complessa di quel che potrebbe apparire e la sua trattazione implica l’esame caso per caso della posizione del singolo artigiano che, dati i tempi della Rai di gestione di queste posizioni, potrà senz’altro essere oggetto di consulenza ed eventualmente assistenza legale presso le nostre sedi.”

Attualmente piccole e medie imprese, artigiani, commercianti, liberi professionisti, e ancora, lavoratori autonomi, agenti di commercio e più in generale possessori di una partita Iva sono i soggetti a cui la Rai ha indirizzato una lettera con la richiesta di pagamento del cosiddetto “canone speciale”. Si tratta dunque non del classico canone televisivo pagato dalle famiglie, ma di quello generalmente dovuto dai soggetti commerciali che detengono apparecchi anche semplicemente atti a captare il segnale radiotelevisivo anche via internet (mediante streaming o podcast).

“La raccomandazione agli artigiani – conclude il segretario degli artigiani – è quella di rivolgersi ai nostri uffici per avere assistenza prima di pagare. Lanciamo però un appello al Governo affinché intervenga urgentemente come nel 2012, quando l’allora ministro Corrado Passera emanò una circolare per individuare i soggetti effettivamente tenuti a versare il canone speciale Rai. A due anni da quei chiarimenti la Rai pervicacemente spara nel mucchio con lo strumento dell’invio massivo di generici ‘solleciti di pagamento’ con allegati bollettini che, nella sostanza, scaricano l’onere della prova sui destinatari, costretti quanto meno a perdere tempo e soggetti a ulteriori preoccupazioni che si sommano alle già numerose beghe quotidiane.”

canone rai speciale

Il Presidente della Cna, Daniele Vaccarino, ha inviato una lettera aperta al Presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, sul problema del canone speciale Rai per artigiani, piccole imprese e professionisti. “Gentile Presidente – scrive il numero uno – mi rivolgo a Lei con questa lettera aperta per un motivo molto sentito – giustamente – dagli artigiani, dalle piccole imprese e dai professionisti italiani, che mi onoro di rappresentare. Si tratta della richiesta di pagamento del canone speciale che la Rai ha inviato indiscriminatamente. Per la seconda volta, ci troviamo di fronte a questa incresciosa situazione. Nel 2012, l’allora ministro Corrado Passera emanò una circolare per individuare i soggetti effettivamente tenuti a versare il canone speciale Rai. A due anni da quei chiarimenti, muovendo dallo stesso errato presupposto, la Rai torna a colpire nel mucchio con lo strumento dell’invio massivo di generici ‘solleciti di pagamento’ (con allegati bollettini) che, nella sostanza, scaricano l’onere della prova sui destinatari”.

“Gentile Presidente – prosegue il Presidente Cna – a nome dei miei associati e, ritengo, di tutti gli artigiani, i piccoli imprenditori e i professionisti italiani, penso francamente che le modalità applicate per questa richiesta siano inaccettabili. Essa genera, infatti, sconcerto e preoccupazione tra tutte le categorie coinvolte. Soprattutto tra i tanti che, non essendo tenuti al versamento del canone speciale Rai, dovranno tuttavia sprecare tempo per rispondere a una richiesta infondata. Ancora una volta, come vede, le categorie produttive sono chiamate a farsi carico di incombenze altrui, sottraendo alla loro attività energie preziose. Siamo sicuri – conclude Vaccarino – che comprenderà i nostri rilievi e confidiamo che possa essere messo in campo ogni strumento per risolvere definitivamente il problema del canone speciale Rai, individuando una volta per tutte i soggetti tenuti al suo pagamento”.