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Assessore Cavadini in bilico, maggioranza spaccata

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L’assessore Luigi Cavadini si è salvato sì, per una manciata di voti, dalla sfiducia, ma paradossalmente oggi la sua posizione è più difficile che ieri. Appeso ad un filo anche se, da quanto si è potuto apprendere in queste ore in ambienti vicino al Comune, l’intenzione del sindaco Mario Lucini è quella di lasciarlo lo stesso al suo posto. E dire che il primo cittadino è stato il più sorpreso del dato – politico importante – delle sei schede bianche. Di fatto sei consiglieri della maggioranza che hanno scelto di non votare contro la mozione dell’opposizione. In pratica, un dissenso sull’operato dell’assessore Cavadini: a sfiduciare Cavadini tutti i consiglieri di minoranza tranne il leghista Diego Peverelli (non partecipa mai al voto delle mozioni contro singoli assessori ed è uscito dall’aula quando c’era il voto). Fuori al momento della votazione anche lo stesso assessore alla cultura.

La maggioranza (17 presenti, compreso il sindaco Mario Lucini) si è spaccata: 11 hanno votato per salvare Cavadini, 6 hanno mandato un messaggio chiaro con la scheda bianca. Ed è questo, oggi, il dato politico importante. Maggioranza per la prima volta spaccata e non granitica e compatta come è sempre avvenuto. Il più sorpreso di tutti è proprio Lucini che non ha nascosto, a votazione avvenuta, lo sconcerto per le schede bianche. Non hanno partecipato alla seduta consiliare di ieri sera, appositamente convocata, i consiglieri di maggioranza Andrea Luppi del Pd, Gianni Imperiali di Como Civica e Marco Servettini di”Amo la mia città”. Luigino Nessi (Como Civica) ha lasciato l’aula in anticipo e non ha votato neppure lui.

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