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Quel brutto pasticcio dell’incidente “sistemato”

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Brutto episodio del quale sono accusati dalla Procura di Como il vice-comandante della Polstrada e il medico della Questura cittadina: il figlio di quest’ultima, coinvolto in uno schianto in bici a Brunate, avrebbe avuto un trattamento di riguardo. Ingiuste e calunniose accuse verso chi era alla guida dell’auto. LEGGI TUTTO.

 

 

 

 

E’ forse l’episodio più brutto di tutto il pesante capo di imputazione che la Procura di Como ha rivolto agli indagati ed arrestati dello scandalo della Polstrada: quello di un incidente “rivisto e corretto” a vantaggio di chi, in realtà, lo ha provocato ed a discapito – con pesanti ripercussioni personali – su chi invece aveva fatto di tutto per evitare lo scontro. L’episodio, che risale al novembre 2012 e coinvolge il medico della Questura di Como, Angela Napolitano, 44 anni. Indagata per falso e calunnia, ora rischia pure la sospensione dal servizio. Lei, secondo le accuse del Pm Astori, avrebbe chiesto ai colleghi della Polstrada di intervenire sugli agenti in servizio il giorno dell’incidente – novembre del 2012 a Brunate – per impedire che la responsabilità ricadesse sul figlio minorenne che, assieme ad altri due amici, stava scendendo in bici in contromano sulla strada. Il ragazzo andò poi a schiantarsi contro un’auto già ferma ai lati della strada e riportò ferite lievi.

Il vice domandante Pisani – per la Procura – sarebbe intervenuto sugli agenti in pattuglia e «inducendoli in errore», chiedendo di non concludere il verbale e di non attribuire responsabilità al ragazzo, contrariamente a quanto rilevato dai poliziotti. Un mese dopo l’atto firmato dal comandante Patrizio Compostella escludeva la responsabilità del ragazzo. E per l’automobilista – affetto da una lieve invalidità alla gamba, ma che non gli preclude l’uso della vettura – una richiesta di revisione della patente per inidoneità, richiesta sempre firmata dal dirigente della Stradale Compostella. Per questo Pisani, la Napolitano e pure suo marito, Andrea Montella, 47 anni, sono accusati di calunnia per aver rispettivamente redatto il verbale e querelato l’automobilista, per le lesioni colpose rimediate dal ragazzo, pur consapevoli  – sempre secondo il quadro accusatorio raccolto dal Pm – che l’uomo era esente da responsabilità in quanto accaduto.

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