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Pisani non parla e rimane al Bassone

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Questa la decisione adottata dal vice-comandante della Stradale di Como, unico degli indagati ad essere finito in carcere. E lì, al momento, resta anche se i suoi legali hanno chiesto a Gip e Procura gli arresti domiciliari. Il medico della Questura respinge le infamanti accuse di calunnia.

 

 

 

Ha scelto la linea del silenzio. Non parla Gianpiero Pisani, il vice-comandante della Polstrada di Como, unico degli indagati dello scandalo che ha investito il corpo ad essere finito in carcere. E dal Bassone Pisani, apparso provato dopo quasi una settimana di detenzione, ha detto al Gip Maria Luisa Lo Gatto che non intendeva rispondere alle domande per chiarire almeno in parte la sua posizione. E così al momento resta in cella. I suoi legali hanno già sollecitato a giudice e Pm la concessione degli arresti domiciliari.

Ha invece scelto di parlare, in un’interrogatorio durato quasi tre quarti d’ora, Angela Napolitano, il dirigente medico della Questura indagata per calunnia e falso e per la quale la Procura ha chiesto la sospensione dal servizio. Da quanto si è appreso, avrebbe respinto con forza soprattutto l’accusa di calunnia ai danni dell’automobilista contro l’auto del quale – novembre del 2012 – era finito il figlio minorenne con la sua bicicletta. Per il Pm sarebbe stata lei a chiedere a Pisani di intervenire per “aggiustare” le cose.

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