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Il “vice” al Bassone: posizione più grave

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Si definiscono ruoli e accuse per i vertici della Polstrada decapitati di fatto da oggi dalla clamorosa inchiesta della Procura di Como: Gianpiero Pisani, da anni in servizio a Como, è in carcere da questa mattina. Abuso d’ufficio, uso dell’auto di servizio e decine di multe sparite. Attesa per l’interrogatorio.

 

 

 

La sua posizione, al momento, sembra la più grave, sicuramente la più compromessa nell’inchiesta della procura di Como e dei colleghi della sezione di Pd della Polstrada. E’ quella del vice comandante della Polizia stradale di Como Gianpiero Pisani, da anni in servizio in città (nella foto a lato da Corrieremilano.it), da stamane finito in carcere – ordinanza di custodia cautelare notificata all’alba – per una vicenda che lascia attoniti. Lui, il comandate Compostella (ai domiciliari) ed altri tre agenti avrebbero in questi anni usato spesso l’auto di servizio per compiti non istituzionali ed anche avuto dei vantaggi personali forti della loro divisa. Ed ancora: non avrebbero notificato decine di contravvenzioni agli automobilisti rilevate dal sistema Tutor sull’autostrada A4 (cercando anche la falsificazione della banca dati), ma avrebbero anche a vario titolo cancellato multe prese da alcuni degli indagati per eccesso di velocità o per divieto di sosta. Un quadro, che emerge in queste ore, sconcertante se confermato. Intanto c’è attesa per capire se e cosa dirà davanti al Gip che ha firmato l’ordinanza – e con il quale ha lavorato spesso in passato come ufficiale di Pg – proprio il vice comandante Pisani, finito al Bassone da questa mattina tra lo sconcerto generale di colleghi e conoscenti.

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