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Gioco patologico, ora la tessera sanitaria

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La Regione chiede l’utilizzo di questo strumento per ridurre al massimo le possibilità di giocare con le slot ai minorenni. Punto della situazione con l’assessore regionale al territorio Beccalossi. Il recente caso della tabaccheria di Cantù che si è vista dire no da tutti per installare le macchinette. LEGGI PERCHE’.

 

 

 

Ancora passi in avanti per prevenire il gioco d’azzardo in tutta la Lombardia. Proprio ieri la Commissione Attività produttive della Regione ha incontrato l’assessore al Territorio, Viviana Beccalossi, per fare il “tagliando” alla legge regionale 8/2013 per il contrasto e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico (Gap). L’azione del Consiglio regionale prosegue inoltre con due Proposte di legge al Parlamento, la n.4 e la n.10, che sono state unificate e di cui sarà relatore Fabio Rolfi (Lega Nord). “Dopo aver regolato il fenomeno per quanto di competenza della Regione – spiega Rolfi – ora interveniamo a livello nazionale, avendo ad esempio la facoltà di imporre l’utilizzo della tessera sanitaria per impedire il gioco ai minori. La rilevanza di questi plp congiunti sta nel fatto che contengono le richieste e le proposte dei sindaci lombardi, che subiscono direttamente le conseguenze della dipendenza di molti cittadini e che conoscono le derive del gioco patologico meglio di tutti”.

In merito alla legge 8/2013 l’assessore Beccalossi ha chiarito che il provvedimento non è retroattivo e vale solo per le nuove concessioni. Un rilievo particolare è stato dato alla ordinanza del Tar sul ricorso presentato da una tabaccheria di Cantù contro il diniego da parte del Comune alla installazione di slot-machine in basse alla nuova normativa regionale. Quanto ai Decreti attuativi, la Giunta ha confermato la distanza di 500 metri dai luoghi sensibili senza distinzione tra piccoli e grandi Comuni e ha lavorato con le Asl per un piano operativo di prevenzione e per l’introduzione di voucher per la presa in carico ambulatoriale dei dipendenti da “gap”. Confermata l’esenzione Irap per chi dismette le apparecchiature e il raddoppio dell’aliquota regionale per chi le mantiene.

 

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