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Rapine ed estorsioni, smantellata la banda

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I carabinieri di Saronno e Varese hanno lavorato quasi tre anni, stamane il blitz: 35 persone colpite da ordinanza di custodia cautelare di cui 23 in cella. Molti anche i colpi messi a segno nel comasco. Gruppo molto violento: se non aveva il denaro richiesto non esitava a sparare colpi di pistola.

 

 

 

 

Importante operazione, la notte scorsa, dei carabinieri della compagnia di Saronno, con il supporto del 3° Battaglione Lombardia, di unità cinofile antisabotaggio e antidroga dei Nuclei di Orio al Serio e Casatenovo, di un velivolo del secondo Nucleo Elicotteri di Orio al Serio: hanno eseguito 35 arresti, persone colpite da ordinanze di custodia cautelare, nelle province di Varese, Como, Milano, Chieti e Palermo (di cui 23 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 7 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) e 50 perquisizioni, emesse nei confronti di appartenenti ad una compagine criminale, operante principalmente nel Saronnese e nella bassa comasca.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della Procura della Repubblica, conclude l’indagine “San Marco” avviata dal avviata dalla Compagnia di Saronno nel gennaio del 2011, che ha permesso di individuare le responsabilità di un sodalizio criminale attivo nelle province di Varese, Milano e Como dedito alla corruzione e al falso in atto pubblico, alle estorsioni in danno di imprenditori, alle rapine in esercizi commerciali e a persone (tra cui uno alla sala slot di Mozzate nel luglio del 2012) allo spaccio di stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione e altro, costituito principalmente da italiani con una limitata componente di stranieri. Parallelamente, il gruppo criminale, particolarmente violento e determinato, ha posto in essere numerose estorsioni a danni di imprenditori del saronnese e del comasco dai quali si faceva consegnare denaro e altre utilità attraverso gravi intimidazioni culminate, in una circostanza, nell’esplosione di 8 colpi d’arma da fuoco contro l’autovettura di una vittima (nella foto a lato i fori sulla carrozzeria come da foto mostrate oggi dai militari)

 

 

 

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