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Neolaureati e lavoro, va bene l’Insubria

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altSecondo il rapporto Alma Laurea, a un anno dalla fine degli studi, sei studenti su dieci provenienti dall’ateneo hanno un lavoro: si tratta di un valore superiore alla media nazionale. Più alte anche le retribuzioni

 

altGli studenti dell’Insubria trovano un lavoro prima dei colleghi sul territorio nazionale. E’ pari al 61%, contro una media nazionale del 41 per cento, il tasso di occupazione relativo ai ragazzi che conseguono una laurea triennale nell’ateneo. E anche per quanto riguarda i diplomi magistrali, i ragazzi dell’Insubria se la cavano meglio dei connazionali: a un anno dalla laurea,  il 62% degli studenti ha un lavoro, mentre il dato nazionale si ferma al 55%. Il quadro è restituito dal XVI Rapporto Alma Laurea, presentato oggi all’ateneo di Bologna, nel corso del convegno “Imprenditorialità e innovazione: il ruolo dei laureati”.

Nel dettaglio, il rapporto precisa che il 30% dei ragazzi che ottiene la laurea triennale all’Insubria continua gli studi con la magistrale,a fronte di un 55% a livello nazionale. Di questi, il 20% è impegnato esclusivamente nella laurea magistrale, mentre  l’11% studia e lavora. Possono vantare un’occupazione stabile – contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo -, a un anno dalla fine degli studi, il 38% dei laureati di primo livello dell’Università dell’Insubria, contro una media nazionale del 34,5%. E anche sul piano delle retribuzioni, gli studenti dell’ateneo possono dirsi più fortunati della media dei colleghi sul territorio nazionale: un laureato triennale dell’Insubria porta a casa 1.147 euro al mese, 150 euro in più della media italiana.

E ancora, per quanto riguarda i laureati magistrali, un anno dopo il conseguimento del diploma, il 18% di loro continua a studiare, mentre a livello nazionale il dato si ferma al 13,5%. Chi lavora, invece, guadagna in media 1.172 euro mensili netti, contro i 1.038 euro del complesso dei laureati magistrali.

Eppure, “col trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo, le performance occupazionali migliorano”, si legge nel rapporto. Così, a tre anni dalla laurea magistrale, il 78% degli ormai ex studenti è occupato, contro un dato nazionale del 73%. Chi cerca lavoro è il 6% contro il 17% del complesso dei laureati,mentre il 16% è ancora impegnato sui libri (è il 10% a livello nazionale). Tra chi ha un lavoro, il 61% può vantare un’occupazione stabile, mentre a livello italiano il dato si attesta al 55,5%. E anche gli stipendi migliorano: le retribuzioni arrivano, dopo tre anni, a 1.348 euro mensili netti, contro un guadagno di 1.197 euro della media nazionale.

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