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Il delitto di Gera, fermato un pescatore

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I carabinieri di Menaggio ed i colleghi di Como fermano il presunto autore del delitto di inizio anno costato la vita Alfredo Sandrini. In carcere un 38 di Domaso: non ha detto niente ai militari. Ora è cella. Secondo gli inquirenti avrebbe sparato per un debito contratto con la vittima.

 

 

 

 

E’ stato risolto il giallo di Gera Lario. La svolta è arrivata stamane quando i carabinieri hanno suonato alla porta di Domaso – via Case sparse – di un 38enne pescatore, incensurato, Franco Cerfoglio. Lui il sospettato – ed ora anche qualcosa in piu’ – del delitto costato la vita ad inizio anno ad Alfredo Sandrini sulla pista ciclabile di Gera Lario. Cerfoglio è in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario ed è già stato portato nel carcere del Bassone. Non ha detto una parola ai militari che lo hanno fermato.

Secondo loro ed il Pm della Procura di Como, Mariano Fadda, sarebbe il responsabile dell’omicidio della pista ciclabile (nella foto) avvenuto la sera del 3 gennaio a Gera Lario. Sandrini, 40 anni di Sorico, è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola esplosi da distanza ravvicinata. Quattro quelli che lo hanno colpito mortalmente, E secondo i carabinieri, che hanno presentato oggi gli sviluppi delle indagini, la causa sarebbe un debito che il pescatiore avrebbe contratto per questioni forse legate alla droga e che non aveva intenzione di rispettare. Sandrini è stato colpito  quasi 800 metri prima del punto in cui è crollato e terra, a bordo della sua bici, sulla pista ciclabile di Gera.

 

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