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La ricostruzione: lì per un appuntamento

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Lo sostengono i carabinieri della compagnia di Cantù. Lidia Nusdorfi colpita al torace ed al collo da chi la stava aspettando, forse per un chiarimento. Pista sentimentale quella sulla quale ci si muove ora: al vaglio il passato della donna e le sue relazioni. A Rimini lascia due figli di 11 e 5 anni.

 

 

 

 

 

Era lì, alla stazione di Mozzate, per un appuntamento. Forse proprio con quello che poi sarebbe diventato il suo killer spietato. Lo sostengono, con un comunicato ufficiale diffuso poco fa, i carabinieri della compagnia di Cantù d’intesa con il procuratore dell Repubblica di Como Giacomo Bodero Maccabeo. Poche notizie perchè si sta ancora lavorando e il segreto istruttorio, in questi casi, può essere un’arma vincente. Fatto sta che Lidia Nusdorfi, 35enne di Rimini anche se da diversi mesi residente a Mozzate da alcuni parenti, è stata aggredita alle spalle nel sottopasso della stazione e ferita a gola e spalle. Quasi certamente con un coltello. Aggressione mirata, non casuale. Forse proprio con chi lei aveva questo appuntamento.

Il suo passato al centro degli accertamenti degli inquirenti. Il giallo del delitto è legato a filo doppio alla vita sentimentale di Lidia. Fino a poco fa ha vissuto con un uomo proprio a Rimini. La vittima lascia, nella città romagnola, due figli di 11 e 5 anni di età.

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