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Il piano della Asl contro il gioco d’azzardo

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L’azienda sanitaria cigttadina scende in campo con iniziative mirate. ECCO IL DETTAGLIO PRESENTATO ALLA STAMPA. Dati sempre piu’ preoccupanti:”Dopo Pavia il Lario è il territorio con la spesa pro-capite più alta per il gioco d’azzardo: si deve intervenire”.

 

 

 

Anche la dipendenza da gioco d’azzardo è una patologia seria, importante. Una malattia che, per essere curata, richiede un trattamento sanitario adeguato e gratuito presso servizi specialistici. È questo il messaggio che il Dipartimento Dipendenze dell’ASL di Como punta a promuovere attraverso il suo Piano di intervento territoriale sul gioco d’azzardo patologico, presentato ieri in conferenza stampa. “Dopo Pavia, la città italiana con la spesa pro-capite per gioco d’azzardo più alta è Como” afferma la dottoressa Raffaella Olandese, direttrice del Dipartimento Dipendenze e responsabile del progetto. Secondo una stima statistica il fenomeno, in continua espansione e dalle dimensioni sempre più allarmanti, interesserebbe infatti dai 2000 agli 8000 cittadini comaschi, buona parte dei quali non si è ancora rivolta ai servizi offerti dall’ASL. In questo contesto, dunque, il Dipartimento Dipendenze si inserisce occupandosi del problema sia in ambito preventivo che di cura. “Dal 2006 al 2013 abbiamo preso in carico attraverso i nostri servizi di cura Sert 208 giocatori patologici” spiega la dottoressa Olandese “i numeri non sono molto alti, però abbiamo visto in questi anni in particolare un’escalation, un aumento considerevole”. Un aumento che, fortunatamente, non è soltanto dovuto al capillare diffondersi della malattia.

Le campagne di sensibilizzazione promosse dall’ASL (supportate, a livello legislativo, dall’intervento di Regione Lombardia) hanno contribuito, infatti, ad aumentare l’interesse dell’opinione pubblica verso il tema del gioco patologico, promuovendo la conoscenza dei servizi di assistenza sanitaria e psicologica ad esso connessi. Incisive, in questa direzione, sono le azioni previste nel Piano di intervento territoriale recentemente varato: l’attivazione di corsi formativi rivolti a docenti scolastici, gestori di locali, amministratori comunali, l’organizzazione di una conferenza spettacolo presso l’auditorium del Liceo Gallio e la distribuzione di volantini informativi. Come afferma Lisa Impagliazzo (psicologa del Dipartimento Dipendenze dell’ASL comasco): “nella popolazione è necessario creare consapevolezza rispetto a cosa significa giocare d’azzardo, quali sono i rischi a cui si va incontro, qual è veramente la posta che viene messa in gioco”.

 

“Apprendere dalle ricerche e dai media che il problema è in forte crescita tra i giovani e che spesso si manifesta in combinazione con l’utilizzo di droghe e alcol mi preoccupa” spiega la consigliera regionale Daniela Maroni, intervenuta in quest ore sull’argomento. “Non c’è tempo da perdere – aggiunge –  spero che l’attuazione della legge regionale riesca a porre un forte argine al problema. Sono convinta che gli strumenti messi in campo potranno essere efficaci”. Le misure sono tangibili, a cominciare dalla distanza minima di 500 metri da luoghi di pubblica frequentazione imposta come vincolo per l’installazione di nuove macchinette. Introdotte inoltre forme di premialità fiscale per gli esercizi che smantellano le slot, con una riduzione dell’Irap (- 0,92%) che invece diventa un ulteriore aggravio per i titolari che alle macchinette non intendono rinunciare.  Stop anche alla pubblicità del gioco d’azzardo nei locali e sui mezzi pubblici, e un marchio “No slot” per i gestori che rispondono con sensibilità al problema. “Ci vuole collaborazione da parte di tutti, dobbiamo invertire la rotta e salvare decine di migliaia di cittadini dallo spettro di una deriva non solo personale, ma familiare e dunque sociale, economica e anche sanitaria”, conclude il consigliere comasco.

 

 

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