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Rischio frontalieri, sindacati in apprensione

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I timori di chi ogni giorno è alle prese con questa importante realtà del territorio comasco: 24.000 permessi attivi. In redazione, per la rubrica “In poche parole”, il responsabile della Cgil Luca Fonsdituri (GUARDA TUTTA LA PUNTATA DI STAMANE). Mozione approvata ieri dal consiglio regionale.

 

 

 

 

 

Timori, certo, ma anche rassicurazioni. Per chi c’è già e che non dovrebbe avere ripercussioni. Condizionale d’obbligo dopo l’approvazione del referendum, in Ticino – domenica – sull’immigrazione di massa. Ora i 24.000 frontalieri che ogni giorno vanno in Ticino sono preoccupanti. E stamane, per cercare di fare chiarezza e il punto della situazione, è intervenuto a CiaoComo il responsabile della Cgil per i frontalieri Luca Fonsdituri. Ecco tutta la puntata

 

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MOZIONE CONSIGLIO REGIONALE

Il Consiglio ha approvato questa sera all’unanimità  una mozione “trasversale” per tutelare i lavoratori transfrontalieri e le aziende italiane, dopo l’esito del referendum con cui la Svizzera ha deciso di porre un tetto all’immigrazione. I lavoratori lombardi interessati (che provengono principalmente dalle Province di Como, Varese e Sondrio) sono circa 60.000.

Francesca Brianza (LN) illustrando il documento, ha ricordato che il Governo di Berna ha tre anni di tempo per adeguarsi all’esito di questa scelta popolare, che proprio nel Canton Ticino ha visto il 68,1 dei consensi.

Il documento  invita la Giunta ad attivarsi presso i Governi italiano e della Confederazione elvetica, coinvolgendo anche gli Enti locali di confine, per evitare che gli accordi bilaterali sui frontalieri divengano penalizzanti per i nostri cittadini, istituendo anche al proposito un tavolo permanente fra le istituzioni interessate. Il testo suggerisce anche che ci si attivi per attuare un sistema fiscale di compensazione per le zone di confine, una sorta di zona franca, con norme per il risparmio fiscale e la  semplificazione amministrativa.

La mozione chiede anche che il Governo e il Parlamento approvino  una legge delega che consenta alle Regioni interessate (Lombardia e Piemonte) di trattare direttamente  con il Governo Svizzero e i Cantoni su questi temi.

 

 

 

 

 

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