CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Don Marco, ecco il comunicato del Vescovo

Più informazioni su

La Diocesi di Como diffonde una nota (LEGGI QUI) dopo che il Papa ha deciso di fare uscire dalla chiesa l’ex parroco di San Giuliano condannato per abusi su alcune ragazzine minorenni. Rammarico per l’anticipata diffusione della notizia, ma precisazione per evitare distorsioni o interpretazioni errate.

 

 

 

 

 

Arriva anche la nota ufficiale della Diocesi di Como e del vescovo Diego Coletti in particolare. Dopo la decisione di Papa Francesco di fare uscire dalla chiesa – dopo il processo canonico – don Marco Mangiacasale, condannato per abusi sessuali su ragazzine minorenni della sua stessa parrocchia, ecco che proprio Coletti spiega tutto. Iter, sanzione e futuro. Vicinanza alle vittime ed anche al’ex religioso che ha intrapreso un cammino di pentimento lontano dalla città.

 

COMUNICATO

In data 23 settembre 2013, conclusa la fase diocesana del

processo canonico penale a carico del Sac. Marco Mangiacasale,

monsignor Vescovo, ai sensi dell’art. 4 del Motu Proprio

Sacramentorum Sanctitatis Tutela, deferiva il caso alla Santa

Sede, in specie alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

In data 11 dicembre 2013 il Sommo Pontefice Francesco –

l’unica autorità competente a emettere sentenza in materia,

dopo attento esame della documentazione ricevuta – ha

decretato pro bono Ecclesiae, per don Marco Mangiacasale,

l’irrogazione della pena di “dimissione dallo stato clericale”

e la dispensa da tutti gli obblighi annessi.

La sanzione è giunta in Diocesi con lettera raccomandata nei

giorni scorsi. Monsignor Vescovo ha fatto in modo che fosse

notificata all’interessato. Sempre il Vescovo ha comunicato la

decisione pontificia agli altri aventi diritto (ovvero le

vittime con i loro genitori, più il parroco di Como-San

Giuliano, dove i fatti sono accaduti). In ossequio alla

volontà del Sommo Pontefice, tali notificazioni e

comunicazioni sono classificate come riservate e destinate

alle sole parti in causa, vincolate al segreto. Si tratta di

un atteggiamento sollecitato a tutela di tutti coloro che sono

direttamente coinvolti in questa dolorosa vicenda e nell’iter Ufficio stampa della Diocesi di Como Pagina 2

~ MORE ~

processuale, per evitare ferite e lacerazioni che un eccesso

di esposizione potrebbe infliggere a persone e comunità già

attraversate da una grande sofferenza.

Si constata l’inopinata diffusione della notizia sui mezzi di

informazione. Una “fuga” che ostacola, di fatto, la decisione

del Vescovo di comunicare l’esito della sentenza anche alla

parrocchia di Como-San Giuliano in occasione dell’ormai

prossima visita pastorale. Un incontro solo posticipato a

causa del persistere di un’infezione polmonare, che ha

comportato, considerata la necessità di un congruo periodo di

convalescenza, la sospensione sia della visita anche ad altre

realtà cittadine sia di tutte le attività previste nell’agenda

del Vescovo. Venuta, quindi, a cadere la riservatezza

richiesta dal Santo Padre, onde evitare il propagarsi di

interpretazioni deformate, parziali o palesemente inesatte, si

è deciso, per il bene della Chiesa, di portare a ufficiale

conoscenza della Comunità ecclesiale e civile l’esito finale

del procedimento canonico, come sopra indicato.

Nel dare la notizia il Vescovo raccomanda a tutta la comunità

diocesana di conservare uno spirito di preghiera e di

costruttiva comunione ecclesiale.

La paterna vicinanza e la fraterna solidarietà del Vescovo si

rivolgono anzitutto alle giovani vittime e alle loro famiglie,

così duramente messe alla prova e chiamate a un faticoso

cammino di rinascita, animato dalla speranza cristiana.

Più informazioni su