CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Seta, cresce il fatturato. Ma vendite in calo

Più informazioni su

Quasi un paradosso quello che emerge dai dati del 2013 del settore, uno dei piu’ importanti dell’economia lariana: il comparto “tiene” grazie alla ricerca di prodotti di nicchia da parte della clientela. Cravatte sempre più in calo in Italia, ma in parte pure all’estero.

 

 

 

 

L’Industria serica comasca, in base ai primi dati, ha chiuso il 2013 con una lieve crescita del fatturato, pari all’incirca all’1%, pur in presenza di una contenuta flessione dei volumi venduti (4 punti percentuali in meno). “Come già nel 2012 la ricerca delle specialties e dei prodotti di nicchia” – dichiara Claudio Taiana, Presidente del Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como – ha consentito di mantenere il livello complessivo delle vendite, almeno nei termini monetari, anche se assistiamo ad una continua erosione dei volumi”.

Non va peraltro dimenticato che l’industria si confronta con un mercato nazionale sempre più asfittico ed in ulteriore progressivo cedimento, anche nel corso del 2013. In questo contesto così penalizzante i risultati del Distretto Serico di Como si collocano al di sopra della media registrata per tutta la tessitura nazionale nel suo complesso, come già visto dodici mesi fa. La forte propensione all’export delle ditte seriche (più del 60% del fatturato va in esportazione), difatti, ha consentito di compensare le flessioni sopportate in Italia.

Il tessuto per abbigliamento femminile, che rappresenta la componente più rilevante tra tutte le diverse produzioni seriche, si è mosso in linea con i risultati globali del Distretto. La prima metà dell’anno è stata più vivace, nel corso del secondo semestre si è verificato un progressivo rallentamento che ha interessato in parte anche la fascia più elevata del consumo. L’apprezzamento della seta, peraltro, ha fatto uscire la fibra da alcune fasce di mercato, a vantaggio delle produzioni “man made”.

L’accessorio tessile (sciarperia, scialli, foulards, stole, ecc.), dopo tre anni di forte crescita continua, ha evidenziato un appiattimento della tendenza sui risultati, peraltro apprezzabili, del 2012. Anche in questo caso tuttavia, a partire dal terzo trimestre, si sono cominciati a percepire alcuni sintomi di rallentamento, segnatamente sui mercati esteri. Il prodotto in seta si è confermato su livelli soddisfacenti, gli articoli realizzati con le fibre artificiali continue sono stati assai vivaci. La cravatteria anche nel 2013 ha sofferto una flessione sia di fatturato, sia soprattutto in termini fisici, con un andamento più stabile sui mercati esteri e marcatamente negativo in Italia.

 

 

Più informazioni su