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Rubano Pc e passaporto, poi lo ricattano

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Volevano soldi per restituire la merce alla vittima, un cittadino egiziano. Ma all’appuntamento concordato sono saltati fuori anche i carabinieri che hanno arrestati gli autori: due tunisini ed un 33enne di saronno. In manette per estorsione aggravata in concorso. Episodio a Rovello Porro.

 

 

Tutto è partito – nei giorni scorsi – da un egiziano residente a Como che ha denunciato ai carabinieri di essere stato vittima di un furto presso la sua abitazione dalla quale, dopo aver forzato la porta d’ingresso, ignoti avrebbero asportato un computer portatile marca “APPLE”, un paio di cuffie, un mouse wireless, il passaporto, la carta d’ identità e il permesso di soggiorno, oltre alla somma di 165 euro in contanti. Lo stesso ha raccontato ai militari di aver notato un’autovettura con tre soggetti a bordo, allontanarsi dalla sua

abitazione nell’immediatezza del furto, sulla quale avrebbe riconosciuto due dei tre soggetti come individui a lui noti, rispettivamente due tunisini di 26 e 35 anni, nonché il suo computer portatile, poggiato sul sedile posteriore.

La sera stessa del furto, stando a quanto dichiarato in denuncia, la vittima avrebbe ricevuto diverse chiamate da parte di uno dei due tunisini, con la richiesta della somma di 900 euro in contanti, in cambio della refurtiva. Dopo aver abbassato le pretese a 300 euro, le parti si sono accordate sul luogo dello scambio: il parcheggio della Stazione ferroviaria di Rovello Porro. Nel luogo concordato, ove erano appostati i militari della Compagnia di Como, si è presentato all’appuntamento uno solo dei due tunisini, senza la refurtiva. I militari hanno atteso pazientemente che lo stesso, dopo aver ottenuto alcune garanzie, si è ripresentasse a bordo dell’autovettura notata in occasione del furto, in compagnia dei due complici riconosciuti in quella circostanza (l’altro tunisino ed un italiano di 33 anni, nato a Lamezia Terme e residente a Saronno, proprietario dell’autovettura), con una sacca contenente tutta la refurtiva.

A quel punto, i militari sono intervenuti immediatamente. I tre hanno tentato invano fuggire, venendo prontamente fermati dai carabinieri stessi, con la collaborazione dei colleghi di Cantù, e oltre ad essere stati deferiti perché ritenuti responsabili di furto in abitazione, sono stati portati presso il carcere di Como a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, di fronte alla quale dovranno rispondere di estorsione aggravata in concorso. I tunisini sono risultati essere irregolari in Italia in quanto già colpiti da decreto di espulsione.

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