CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Sant’Anna, la pediatria ad altezza di bimbo

Più informazioni su

La certificazione è stata assegnata sulla base del rispetto pieno della Carta dei diritti dei piccoli ricoverati in ospedale. Il primario Longhi:”Ci ha indotto a rivedere processi e procedure. Ma questa è solo una tappa di un cammino ancora lungo”.

 

 

La Pediatria dell’ospedale Sant’Anna ha ottenuto la certificazione per i reparti “ad altezza di bambino”. Il prestigioso riconoscimento è stato attribuito in questi giorni alla struttura diretta da Riccardo Longhi ED è relativo all’adesione agli standard certificativi delle Pediatrie sulla base della “Carta dei Diritti dei Bambini e degli adolescenti in Ospedale”, documento redatto dall’Abio in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria per sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di passare dal curare le malattie al prendersi cura dei bambini senza mai dimenticare il ruolo fondamentale della famiglia.

Partendo dai dieci principi contenuti nella Carta, sono state valutate cinque aree: accoglienza e supporto; informazione ed educazione dei bambini, degli adolescenti, dei familiari; continuità delle cure e integrazione; specificità delle cure; leadership e misure in relazione ai cambiamenti organizzativi e alla loro sostenibiltà nel tempo. “Questa esperienza – commenta il primario della Pediatria Longhi – ci è stata utilissima, perchè ci ha indotto a rivalutare criticamente processi e procedure. In sostanza,ci ha obbligati a ripensare le nostre attività nell’ottica del Decalogo ABIO e a modificare solo alcuni percorsi per rientrare appieno nelle indicazioni della Carta. Come capita sempre nei percorsi di qualità, questa è solo una tappa di un lungo cammino, iniziato con la certificazione ISO e con quella di JOINT COMMISSION e che non vedrà mai il termine. L’importante è che ognuno di noi, medico, infermiere, oss, volontario percepisca che ‘il pezzo di carta’ non ha alcun valore se non comprende che i principi da cui esso deriva debbono far parte integrante del nostro essere professionisti della Sanità”, conclude Longhi.

Le spese per le procedure di certificazione sono state sostenute tramite una donazione di Abio Como e associazione Silvia

Più informazioni su