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Il primo si per la fusione e ora il Consiglio

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Via libera della Commissione Affari istituzionali della Regione per l’accorpamento di tre nuove realtà territoriali. Prevale il no per l’unione di Ronago con Faloppio e Uggiate Trevano. Ultimo scoglio l’aula del Pirellone. LEGGI IL DETTAGLIO E I COMMENTI DEI CONSIGLIERI REGIONALI LARIANI

 

 

 

 

Arriva il primo si – pronunciato oggi dalla Commissione affari istituzionali della Regione – per la fusione di alcuni comuni della provincia, quelli nei quali a dicembre ha prevalso il si nel referendum tra i residenti. E riguardano la possibile unione – con il nome di Bellagio – di Bellagio e Civenna, di Drezzo, Gironico e Parè (nome di Colverde) e di Lenno, Ossuccio, Tremezzo e Mezzegra (nome di Tremezzina). Bocciatura per la fusione ipotizzata tra Faloppio, Uggiate e Ronago perchè l’esito del referendum non è stato compatto: al si di Faloppio e Uggiate, ha fatto seguito il no di Ronago. Dunque, la Commissione oggi ha detto di no. Stesso esito (negativo – ma già il referendum lo era stato) per Claino con Osteno, Corrido, Porlezza, Val Rezzo e Valsolda, per Menaggio, Grandola e Uniti, Plesio e Bene Lario ed anche tra Musso e Pianello del Lario.

Ultimo scoglio da superare per avviare l’iter della fusione il consiglio regionale che si pronuncerà in modo definitivo nella seduta del 21 gennaio.

 

I COMMENTI

“le Commissione congiunte Affari Istituzionali e Riordino per le Autonomie hanno esaminato e votato i progetti di legge sulle fusioni che ora passeranno all’esame del Consiglio regionale del 21 gennaio. Ho chiesto ad entrambe le Commissioni per il futuro regole chiare sulle fusioni tra Comuni. Sin qui, per Regione Lombardia è stato come dare inizio ad un campionato di calcio atteso e combattuto già prima del via, ma senza regole. Per il futuro, occorre organizzare i referendum consultivi secondo modelli collaudati, mandando sul territorio dirigenti regionali a spiegare nel dettaglio i progetti di legge, illustrando i “pro” e i “contro”. Come gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, abbiamo presentato nostre osservazioni sugli esiti dei referendum che le Commissioni hanno poi utilizzato per la decisione finale. E’ stato un contributo importante”. Così Francesco Dotti, consigliere regionale comasco di Fratelli d’Italia su questa decisione della Commissione per la fusione dei vari comuni del territorio.

 

 

È un giudizio di sostanziale soddisfazione quello del consigliere regionale del PD Luca Gaffuri in merito alla decisione delle commissioni Affari istituzionali e Riordino delle autonomie di procedere alla fusione dei comuni comaschi che lo scorso primo dicembre hanno espresso voto positivo al referendum popolare. Si tratta di Bellagio e Civenna, per i quali rimarrà il nome Bellagio; Gironico, Parè e Drezzo, che prenderanno il nome di Colverde e Lenno, Tremezzo, Messegra e Ossuccio che prederanno il nome di Tremezzina. Scontato il voto negativo sulle fusioni bocciate nettamente dai referendum (Porlezza, Valsolda, Claino con Osteno e Val Rezzo; Menaggio, Grandola ed Uniti, Plesio e Bene Lario; Pianello del Lario e Musso) mentre non lo è il voto su Uggiate Trevano, Faloppio e Ronago, dove il Pd non è affatto d’accordo con la decisione del centrodestra e del Movimento 5 Stelle di chiudere la strada alla nascita del nuovo comune denominato Terre di Frontiera, basandosi sui pochi voti di scarto in favore del no alla fusione a Ronago, il più piccolo dei tre.

“Con la fusione di nove comuni, che il Consiglio dovrà approvare entro fine mese, abbiamo certamente compiuto un passo in avanti verso quella semplificazione che è tanto attesa” dichiara Gaffuri. “La commissione – aggiunge – ha invece preso atto della volontà dei cittadini di altri dieci comuni di bocciare la fusione. Quello che non condivido è la scelta, compiuta anche dai 5 Stelle, di bocciare la fusione di Uggiate-Trevano, Faloppio e Ronago. Il Consiglio regionale non si può limitare a fare il contabile, ha la responsabilità della decisione sulle fusioni e si è fatto fermare da meno di sessanta voti di scarto espressi a Ronago, quando in totale i sì hanno prevalso per quasi 500 voti. Ci era chiaro l’atteggiamento della Lega, che è contraria a prescindere alle fusioni, mentre sorprende il voto dei 5 Stelle, che sul territorio sono favorevoli alla fusione, accusano gli altri partiti di non volere la fusione dei comuni sotto i 5mila abitanti, come si legge anche oggi sul sito di Beppe Grillo, e oggi in Regione hanno votato contro. Al di là della coerenza, è un errore, perché la fusione dei comuni va a favore dei cittadini”.

Sul sito di Beppe Grillo proprio oggi campeggia infatti un post che inizia così: “Le parole che vorremmo sentire, quelle che non sono mai pronunciate, le parole proibite, messe all’indice dai partiti. Le parole necessarie come reddito di cittadinanza e gli aiuti alle piccole e medie imprese. Le parole indispensabili come il taglio di 100 miliardi di costi inutili, a iniziare dalle province e dall’accorpamento dei comuni sotto i 5.000 abitanti…”

 

 

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