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Il giallo di Gera: tanti punti da chiarire

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Molte cose ancora da sistemare nelle ultime ore di vita di Alfredo Sandrini, colpito da diversi colpi di pistola mentre percorreva la pista ciclablie che costeggia la Regina. Il killer lo ha atteso lì, martedì l’autopsia sul corpo. Interrogatori senza sosta, sequestrato il video di una sala slot di Domaso.

 

 

 

 

Tanti ancora i punti da chiarire. Dal numero di colpi che lo hanno raggiunto mortalmente a dove sono stati sparati. Perchè il giallo di Gera Lario è tuttora tale visto che non è stato possibile capire in quale punto è avvenuto l’agguato: nessun testimone ha assistito al ferimento di Alfredo Sandrini, 40enne di Sorico, attualmente affidato ai servizi sociali dove stava scontando una condanna ad un anno e mezzo per un furto in una sala slot della Valtellina. A oggi le indagini, affidate ai carabinieri del nucleo investigativo di Como e ai colleghi di Menaggio, non hanno fatto segnare significativi passi in avanti, almeno apparentemente anche se il riserbo è molto.

Molti gli interrogatori fatti dai militari tra cui parenti e amici della vittima. Ma da loro non sarebbero emersi elementi importanti. Ora si cerca nelle ultime ore di Alfredo e cosa potrebbe essere successo prima che, con la bici, imboccasse la pista ciclabile tra Gera e Domaso – dove abitava -. Pare che prima di avviarsi verso casa, avesse passato del tempo in una sala slot di Domaso, gestita da ragazze cinesi, i cui video sono stati messi sotto sequestro dai carabinieri. Ma le titolari negano di averlo visto. Da quel locale, la Statale Regina percorre un breve tratto, prima dell’inizio della pista ciclabile che Sandrini stava percorrendo. Probabilmente chi gli ha sparato lo ha aspettato lì per sparargli. Anche all’imbocco della ciclabile sembra esserci una telecamera, ma non avrebbe ripreso nulla nell’oscurità del momento in cui è avvenuto l’agguato. Martedì, intanto, l’autopsia disposta dalla Procura di Como per capire anche il numero di colpi esplosi verso la vittima.

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