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Cgil, attacco frontale alla Sisme:”Ora basta”

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Una dura nota arriva dal segretario provinciale Tarpini:”La sensazione è che l’azienda voglia addebitare ad altri il naufragio della trattativa per salvare i posti di lavoro. Nessuna strumentalizzazione: chi dice questo è falso ed irresponsabile”. LEGGI TUTTO.

 

 

 

 

Attacco frontale. Con una dura nota a firma del segretario provinciale della Cgil Alessandro Tarpini. La crisi Sisme continua a far discutere e suscitare polemiche. Ecco, integralmente, il comunicato del sindacato.

 

Nei giorni scorsi abbiamo dovuto registrare, da parte della direzione aziendale di Sisme, l’ennesima forzatura. Come noto, nella giornata di giovedì, si è verificata in azienda una grave provocazione: ignoti hanno collocato due proiettili sull’armadietto di un capo-area.

L’episodio è stato immediatamente condannato da tutte le organizzazioni sindacali e dalla Rsu, unitariamente e senza ambiguità di alcun tipo.

Sui quotidiani in edicola sabato la direzione aziendale si è invece esercitata in un’operazione del tutto strumentale, lasciando intendere divisioni e “retropensieri” da parte di qualcuno. Tutto ciò è grave ma soprattutto falso ed irresponsabile. La sensazione, sempre più evidente, è che si stia cercando, da parte di Sisme, ogni pretesto per addebitare ad altri l’eventuale naufragio di una trattativa che, al punto in cui siamo, avrebbe come unica responsabile l’azienda.

Ci pare incredibile che dopo mesi di discussioni e dopo un impegno costante da parte di tutti i soggetti in campo- sindacati Regione e Parlamentari-per trovare una soluzione, oggi l’azienda, con l’ennesimo pretesto, si rifiuti di onorare un accordo sottoscritto non più tardi di 15 giorni fa, lasciando da settimane  nella più totale incertezza sul loro destino 223 lavoratrici e lavoratori che per mesi hanno lottato con dignità, senso di responsabilità e totale rispetto delle regole.

Tutto ciò sta diventando ogni ora che passa sempre più grave ed  inaccettabile. Auspichiamo che fin dalle prossime ore la direzione di Sisme ritrovi la lucidità necessaria alla trattativa e che la vicenda si concluda in tempi rapidi con il rispetto dell’intesa sottoscritta il 29 novembre 2013. Le lavoratrici e lavoratori di Sisme se lo aspettano ma soprattutto se lo meritano.

 

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