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Minori non accompagnati: è emergenza

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altAd oggi sono 119 quelli in carico al Comune di Como. 107 sono arrivati nel corso di quest’anno, 49 dei quali tutti dall’Albania, 28 dal Pakistan, 12 dal Bangladesh, ma anche Senegal, Kosovo, Camerun e altri paesi.

 

 

 

 

“Una vera e propria emergenza per Como”. Così l’assessore alle politiche sociali Bruno Magatti in merito alla presenza di numerosi  minori stranieri non accompagnati in città. In particolare i flussi provenienti dall’Albania fanno ipotizzare che ci sia un calcolo di chi indirizza i ragazzi proprio a Como, sicuro che essi saranno tutti ospitati in città, addirittura nella stessa struttura che già accoglie quegli stessi amici, parenti o conoscenti che li hanno preceduti e magari “convocati”. Ad oggi i minori stranieri non accompagnati in carico al Comune di Como sono 119. 107 sono arrivati nel corso di quest’anno, 49 dei quali tutti dall’Albania (22 addirittura dallo stesso paese Lushnjie), 28 dal Pakistan, 12 dal Bangladesh, 1 dal Senegal, 6 dal Kosovo, 1 dal Camerun, 2 dall’Afghanistan, 2 dalla Turchia, 1 dall’Eritrea. “Il Comune di Como non si è mai tirato indietro e non ha alcuna intenzione di tirarsi indietro – spiega l’assessore alle Politiche Sociali Bruno Magatti – I dati della sola città di Como sono superiori a quelli di intere regioni come la Liguria o il Trentino e il problema diventano quindi le risorse, le strutture, la gestione, il progetto educativo. Questi ragazzi, infatti, non vanno solo accolti ma anche curati e seguiti in vista di un loro futuro inserimento. La nostra sensazione è che oggi ci sia qualcuno che attua una sua strategia di invio qui a Como, in particolare dall’Albania. E quando si creano gruppi troppo omogenei e troppo numerosi, i ragazzi finiscono per diventare molto meno gestibili. L’indirizzo che ha assunto la giunta non mette in discussione l’obbligo dell’accoglienza; abbiamo però dei vincoli rispetto alla capienza degli spazi e per questo dobbiamo cominciare a dislocare altrove questi ragazzi, in senso generale tutti i minori, in particolare quelli albanesi”. Tutti i minori di età inferiore ai 16 anni saranno affidati a comunità e non alle strutture gestite dal Comune; le comunità saranno scelte tra quelle in Lombardia, Piemonte, Liguria. Fermo restando l’impegno ad acquisire dallo Stato le risorse rese disponibili, l’indirizzo approvato prevede che i costi legati ai minori stranieri non accompagnati siano configurati all’interno del bilancio comunale come voci obbligatorie (nel 2013 i costi si aggirano su 1 milione e 600mila euro); che al Comune permane l’obbligo di accogliere e prendersi cura dei minori ad esso affidati dalla Questura, organismo cui spetta l’identificazione e la verifica anagrafica. “Ad ogni minore – prosegue Magatti – chiederemo di impegnarsi a mantenere un atteggiamento adeguato nei confronti del personale che li assiste, di rispettare le abitudini degli altri ospiti senza alcuna discriminazione etnica, di seguire le indicazioni fornite dagli operatori, di rispettare gli impegni presi con la scuola, il tirocinio, il lavoro, di rispettare gli orari (entrata, uscita, colazione, pranzo, cena). Ovviamente è proibito l’uso della violenza, danneggiare gli spazi, fare uso di stupefacenti e alcol, far entrare persone esterne al centro. Sarà una sorta di patto di accoglienza che se non fosse rispettato, al compimento della maggior età comporterà immediatamente l’allontanamento e la sospensione di ogni aiuto da parte del Comune, fatto salvo l’acquisto di un biglietto per tornare a casa”. L’amministrazione promuoverà un tavolo istituzionale permanente con la Questura e i centri di accoglienza per condividere obiettivi, problematiche e buone pratiche.


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