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Como è di nuovo invasa dai “questuanti”

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Lo denuncia una nota della Confcommercio cittadina. “Evidentemente il controllo delle forze dell’ordine si è allentato – protesta il presidente Primavesi – ed i mendicanti stanno tornando protagonisti: usano anche bambini e spesso animali per cercare di raccogliere soldi. E’ ora di dire basta davvero…”.

 

 

Sono ritornati. Tanti e fastidiosi. Il problema dei questuanti,  clochard e dei suonatori di strada torna a farsi vivo a Como in queste ore. Lo denuncia una nota dell’Ufficio stampa di Confcommercio. “Basta fare un giro nel quadrilatero, compreso tra Via Vittorio Emanuele, Via Indipendenza, Via Bernardino Luini, Piazza Boldoni  – si legge – per rendersi conto che ad ogni angolo di strada c’è una persona che chiede le elemosina o che suona nenie fastidiose per ricevere  danaro dai passanti.  Gli operatori commerciali del centro storico avevano già espresso la propria protesta nei confronti dei tanti, troppi, mendicanti, clochard  che agiscono in totale spregio delle norme vigenti, e grazie all’intervento di Confcommercio Como, che aveva incontrato  il Prefetto Michele Tortora e inviato una lettera al Comune,  il problema sembrava essere debellato.

“Evidentemente il controllo da parte delle forze dell’ordine si è allentato e la questione si sta riproponendo – dice il Presidente Giansilvio Primavesi (NELLA FOTO A LATO) – I motivi di questa legittima protesta sono molteplici, come avevamo già detto. Dall’uso che i mendicanti fanno di bambini e animali costretti a “collaborare” nella raccolta di elemosina  al disturbo pressante recato ai passanti, per non parlare del disagio dovuto all’uso di strumenti musicali che diffondono nenie ripetitive in modo continuato. Se vogliamo veramente che Como sia una città turistica dobbiamo conferirle il decoro necessario”. “ Probabilmente è necessario un intervento deciso e risolutivo del problema da parte delle forze competenti – rimarcano ancora da Confcommercio Como nella nota diramata stamane -. Dopo il nostro incontro col Prefetto i questuanti si erano diradati, la situazione era migliorata ma ora la questione si ripresenta nelle stesse forme di prima”.

 

 

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