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Energia pulita, ora Moltrasio fa da “guida”

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Presentata oggi la centrale di produzione: si trova al serbatoio Mulino e sfrutta la sorgente Vesporina. Impianto pratico e realizzato senza opere idrauliche supplementari e senza modificare la portata del fiume. LA SODDISFAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO: PARLA CARCANO.

 

 

 

Produrre elettricità utilizzando l’energia dell’acqua in movimento, pulita e rinnovabile, con un ritorno economico a favore dei servizi per la collettività. Questa la sfida che la Camera di Commercio di Como ha raccolto, attraverso il Tavolo Energia, decidendo di finanziare uno studio di fattibilità per l’individuazione di siti in cui installare mini centrali nel territorio provinciale. Oggi infatti, grazie alle nuove tecnologie, è possibile realizzare piccoli impianti a basso impatto ambientale a ridosso di canali e piccoli corsi d’acqua dal salto anche ridotto, riuscendo così a sfruttare anche vecchi mulini abbandonati, canali di irrigazione o acquedotti già in funzione.

Un esempio lo si trova a Moltrasio (nella foto uno scorcio del paese) , dove l’Amministrazione comunale ha deciso di investire per ripristinare un sistema di auto-produzione di energia elettrica presso il serbatoio Mulino sfruttando un’antica risorsa idrica locale, la sorgente Vesporina. Stamane la presentazione ufficlale. La mini-centrale è stata realizzata lo scorso anno ristrutturando il precedente impianto, in funzione agli inizi del ‘900, di proprietà della “Moltrasina idroelettrica” che sfruttava l’energia idraulica della sorgente per alimentare il sistema di illuminazione pubblica. L’Amministrazione comunale ha installato una nuova micro-turbina da 25 kW che sfrutta un salto di 160 mt.

 

Il tutto è stato realizzato senza dover deviare il corso di torrenti, senza costruire opere idrauliche supplementari (è stato infatti utilizzato l’antico tubo in ghisa collocato ai tempi della realizzazione dell’acquedotto), e senza alterare la potabilità della risorsa idrica. In più, grazie alla produzione mensile media di 10.000 kWh di energia elettrica, che viene venduta al Gestore Servizi Elettrici (G.S.E.), il bilancio comunale assorbe una consistente entrata che il Comune utilizza per finanziare i diversi servizi al cittadino.

 

Sul modello di Moltrasio, la Camera di Commercio di Como, nell’ambito delle attività del Progetto Energia, realizzerà nei prossimi mesi uno studio di fattibilità per identificare situazioni analoghe sul territorio provinciale e valutare la sostenibilità tecnica ed economica degli impianti potenzialmente realizzabili. «Questo dimostra che il nostro territorio è ricco di opportunità di recupero energetico da sistemi idraulici, che rappresenta un modo per produrre energia con un alto livello di sostenibilità a fronte di un investimento contenuto» – commenta Giorgio Carcano, componente della Giunta della Camera di Commercio di Como – «Sarebbe interessante poter far nascere nella nostra provincia micro e mini centrali che possano, contemporaneamente, produrre energia rinnovabile, contribuire a ridurre l’impatto ambientale, abbassare i costi di fruizione energetica oltre che tutelare e salvaguardare il patrimonio storico-paesaggistico del nostro territorio».

 

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