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Coletti e i fedeli: lettera aperta a Francesco

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E’ stata spedita oggi al Papa dopo averla letta ieri sera durante la celebrazione alla Madonna del prodigio di Garzola (ECCO TUTTO IL TESTO INTEGRALE, LEGGI QUI). Grande partecipazione alla messa del vescovo: affrontati i temi più attuali e drammatici per le famiglie.

 

 

 

Lettera aperta a Papa Francesco e scritta in occasione della fiaccolata “La tua luce sulla città”, che ha visto, ieri sera, a Como, una grandissima partecipazione di fedeli, i quali hanno accolto con un fragoroso applauso la lettura di questo testo al termine della Santa Messa celebrata dal Vescovo presso il Santuario della Madonna del Prodigio a Garzola. Sempre durante la fiaccolata è stato recitato il Rosario, con un’attenzione particolare ai temi della crisi economica, della mancanza di lavoro, della disoccupazione giovanile ma anche alle intenzioni del Santo Padre, specie per la pace. Le offerte raccolte durante la serata di ieri saranno destinate al fondo diocesano di solidarietà Famiglia-Lavoro mentre tutti i presenti, uscendo dal santuario di Garzola, hanno controfirmato la lettera (già siglata dal Vescovo, dal rettore del santuario di Garzola don Maurizio Salvioni. dal rettore del santuario Sacro Cuore dom Angelo Gottardi) che è stata spedita al Papa oggi stesso.

Ecco il contenuto integrale diffuso dalla Diocesi di Como

 

Beatissimo Padre,


con questo semplice scritto, noi, donne e uomini di ogni età, abitanti per la maggior parte nella città di Como, uniti e guidati dal nostro Vescovo S.E.R. Mons. Diego Coletti ed insieme ai sacerdoti, religiosi e religiose della città, mossi da sincero affetto filiale, Le comunichiamo come abbiamo vissuto la serata del 12 settembre scorso, giorno in cui la liturgia ci propone la celebrazione della festa del “Santo Nome di Maria”, molto cara ai Comaschi, perché fu istituita nel 1683 dal Suo predecessore, il beato Innocenzo XI Odescalchi, nostro concittadino.


Sul colle di Garzola, amena località di Como, alle pendici del monte di Brunate che protegge a levante la città, sorge un moderno santuario ove è venerata una piccola icona raffigurante la Gran Madre di Dio con il Suo Bambino. Il dipinto, nel suo complesso, è di modesta fattura, ma possiede una forza intrinseca capace di rimembrare al riguardante, fedele o semplice turista, la sua antica storia marinara, rivelatrice della bontà materna della Beata Vergine verso i suoi figli.


E’ il 12 settembre 1669, una nave in fuga dall’isola di Creta (all’epoca dominio della Repubblica Serenissima, conquistato in seguito dalle forze navali Ottomane) incappa nella tempesta. Le onde, altissime, si scaraventano contro il vascello che minaccia l’affondamento. La morte, incombente tra i flutti, avanza implacabile, generando panico e angoscia in tutto l’equipaggio. All’improvviso una piccola tavola lignea sulla quale è raffigurata la Vergine Maria con il Suo Bambino affiora tra i marosi; i marinai raccolgono il quadretto, le acque si calmano repentinamente … è la salvezza.

La sacra immagine dagli inizi del XX secolo alberga in terra comasca e subito la pietà popolare l’ha ribattezzata con il titolo familiare di “Madonna del Prodigio”.


Il beato papa Giovanni XXIII conobbe la storia e contribuì personalmente alla costruzione del tempio, inoltre legò l’icona mariana al mondo sportivo nautico, cosicchè la “Madonna del Prodigio” è considerata la patrona dei naviganti e di coloro che praticano le discipline sportive acquatiche. Anche il beato papa Giovanni Paolo II si interessò al santuario. Quando, nel maggio del 1996, il Pontefice giunse a Como, in occasione della visita pastorale alla Diocesi, prima di atterrare in città, volle sorvolare il colle di Garzola e benedire il santuario.


In occasione della ricorrenza dell’antico “prodigio” di salvezza, il nostro Vescovo invita alla fiaccolata ed alla celebrazione Eucaristica, le comunità parrocchiali urbane, come pure le associazioni ecclesiali, i gruppi sportivi e coloro che operano per il bene comune nel nostro territorio. In comunione fraterna, accompagnati dal silenzio e dal raccoglimento che le ore serali sanno donare, saliamo in preghiera dal Santuario Sacro Cuore di Como, ove è custodita la venerata salma di San Luigi Guanella, al Santuario mariano di Garzola. I nostri passi sono ritmati dai misteri del Santo Rosario, cosicchè ci sentiamo pellegrini sulle strade del mondo, non soli, ma con Maria, Madre di Gesù e della Chiesa. A Lei affidiamo la nostra città, la Diocesi, le gioie e le speranze delle famiglie, come pure il dolore di coloro che sono nella sofferenza o vivono particolari situazioni di disagio morale e materiale.


Santità, con l’affetto tipico dei figli verso il padre, amato e onorato, Le comunichiamo che durante il cammino di preghiera, quest’anno una parte del Rosario è stata recitata esclusivamente per Lei e le Sue intenzioni. Siamo sempre colpiti dalla tenerezza con la quale, fin dall’inizio del Suo Pontificato, invita tutti alla preghiera per la Sua Persona. E’ “un’abitudine che viene dal cuore e dalla necessità per il mio lavoro” così Ella ha risposto alla domanda di una giornalista portoghese, durante il viaggio di ritorno a Roma, in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù, a Rio de Janeiro.


Cor ad cor loquitur.

Al cuore immacolato di Maria, sapiente e docile alla parola di Dio, forte e vigilante perché ha sostenuto intrepido la spada del dolore e ha atteso con fiducia l’alba della risurrezione, abbiamo bussato. La speranza cristiana asserisce che il cuore materno della Vergine non può essere sordo alle nostre richieste, quando sono vivificate dall’amore!


Santità, prima di concludere il nostro piccolo messaggio, desideriamo ringraziarLa perché il Suo supremo servizio alla Chiesa e al mondo ci incoraggia ad aprire con fiducia e generosità le porte del cuore, a volte stanco e deluso, al buon seme della Parola di Dio, affinchè porti molto frutto. Grazie ancora per le Sue continue esortazioni tra le quali sicuramente spicca l’espressione “non lasciatevi rubare la speranza”: sono sempre sapienti, gioiose e fervorose, come quelle di un papà che ama i suoi figli e per loro non desidera altro che il vero bene e la felicità. Ancora grazie, perché ci insegna a vivere l’umiltà e la discrezione nella gioia di Gesù Cristo.


Beatissimo Padre, ad multos annos.

Insieme al nostro Vescovo, i sacerdoti, i religiosi e le religiose formuliamo gli auguri più belli di tanta pace e serenità, porgiamo un cordiale saluto unito ad un forte abbraccio.



+ Diego Coletti, vescovo di Como

Don Maurizio Salvioni, prevosto santuario Nostra Signora del Prodigio

Don Angelo Gottardi  S.D.C., rettore santuario Sacro Cuore

 

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