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“Farmacie in vendita, danno per la città”

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Lo sostiene una combattiva Laura Bordoli, consigliere comunale del Gruppo misto a Como:”Una svendita del patrimonio comunale a prezzi anche ribassati. E non si creda – aggiunge – che i soldi che arriveranno serviranno per la costruzione di case popolari”. LA SUA NOTA UFFICIALE.

 

 

 

La giunta comunale, lo ha deciso nella riunione di ieri, ha deciso di vendere le sue due farmacie di proprietà, a Muggiò e Sagnino, per poter mettere in cassa qualche soldo ed utilizzarlo per la costruzione di edifici di edilizia popolare. Ma questa decisione non sembra essere andata già all’ex candidato sindaco del Pdl – ora passata al Gruppo misto in consiglio comunale – Laura Bordoli (fOTO A LATO). Da lei critiche su questa ipotizzata cessione. La sua nota ufficiale è arrivata nel pomeriggio in redazione. Eccola riportata in modo integrale:

 

Ed eccoci arrivati al dunque sulle farmacie comunali: la giunta ha deliberato la cessione delle farmacie di Sagnino e Muggiò. Per ripristinare le vecchie tariffe dei parcometri ci vuole tempo, per cedere le farmacie che portano utili e entrate certe al Comune di Como invece si va avanti di corsa.


Sono stata la prima a rilevare la volontà della Giunta in tal senso, ma l’assessore aveva detto che no, era solo una prima indagine esplorativa. E poi ci siamo ritrovati nel bilancio appena approvato a fine luglio una cifra prevista in entrata completamente sbagliata. Adesso si propone la cessione di due farmacie per totali euro 1.955.878,00.


Stiamo perdendo l’occasione di tenerci nel patrimonio due attività commerciali che portano entrate correnti al Comune, a fronte di un mancato piano di ristrutturazione dei costi generali dell’Ente. Non basta la riduzione del costo del personale obbligatorio per legge, bisogna fare di più, settore per settore, trovando margini di risparmio.


Senza questo ci ritroveremo a vederci alzare ancora le imposte comunali, dopo un 2012 di incrementi pesantissimi.


Vorrei per adesso evidenziare quattro punti fondamentali:


1)      il personale ha  garanzia di poter lavorare per  un anno con gli acquirenti, poi potrebbe essere licenziato. E allora? Al di là dell’aspetto umano che evidentemente non interessa a questa giunta di sinistra e alla sua maggioranza, ci ritroveremo con una causa al Comune perché questi poveretti debbano veder riconosciuti i propri diritti?


2)      La Giunta è fatta parzialmente da tecnici. Eppure non abbiamo visto alcuna proposta tecnica per tenere le farmacie nel patrimonio del nostro comune e continuare a incassare un buon rendimento. Il progetto di una nuova gestione comunale  delle farmacie, con il collegamento di servizi socioassistenziali come fanno in altre città, sarebbe stato decisamente stimolante per qualsiasi buon tecnico del settore, anche se decisamente impegnativo. Ma questa giunta preferisce le soluzioni facili.


3)      E’ già prevista nel bando, in caso di asta deserta, la possibilità di ridurre ulteriormente il prezzo del 10% in trattativa privata. Non siamo d’accordo con la svendita del patrimonio comunale a prezzi ribassati.


4)      Non credano i consiglieri in buona fede che questi soldi andranno davvero alle case popolari, se non in minima parte. I soldi buttati via per ZTL raffazzonate, lavori fatti e disfatti, piazzole che non servono e altro sono sotto gli occhi di tutti.


In Consiglio faremo tutto il possibile per far capire anche ai colleghi di maggioranza che tutto questo è assolutamente sbagliato, e che questi soldi sono solo una goccia in mezzo al mare se non si studiano piani di razionalizzazione dei servizi


Il capogruppo Gruppo Misto


Laura Bordoli

 

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