CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Fusione dei comuni, al voto a dicembre

Più informazioni su

Complessivamente 11 le proposte approvate oggi dalla Commissione regionale (VEDI L’ELENCO COMPLETO). Sul Lario manca quella di Menaggio, le altre passano tutte. La consigliera comasca Daniela Maroni:”Riordino necessario”. Luca Gaffuri (Pd):”Ma ci sono anche altri centri…”.

 

 

 

Sono 11 le proposte di referendum sulla fusione tra Comuni in Lombardia, sparse tra le Province di Varese, Como, Mantova, Pavia e Lecco approvate dalle Commissioni riunite oggi in seduta congiunta al Pirellone di Milano. Le Commissioni Affari Istituzionali e Riordino delle Autonomie hanno infatti questa mattina dato il via libera all’indizione di referendum, che si terrà nella prima di domenica di dicembre. I Comuni interessati sono i seguenti:

Provincia di Bergamo: Sant’Omobomo Terme e Valsecca; Brembilla e Gerosa; Covo, Fara Olivana con Sola e Isso (BG).

Provincia di Como: Bellagio e Civenna; Drezzo, Gironico e Pare’; Faloppio, Ronago e Uggiate-Trevano; Claino con Osteno, Corrido, Porlezza, Valsolda e Val Rezzo. (Manca Menaggio e paesi limitrofi che pure hanno presentato domanda nei termini previsti)

Provincia di Lecco: Verderio Inferiore e Verderio Superiore.

Provincia di Pavia: Cornale e Bastida de’ Dossi.

Provincia di Varese: Maccagno, Pino sulla Sponda del Lago Maggiore, Veddasca.

Provincia di Mantova: Virgilio e Borgoforte.

 

“C’è grande fermento tra i piccoli Comuni lombardi, e da Como in particolare cominciano ad arrivare in Regione numerose richieste di fusione, che denotano un segnale di grande maturità e consapevolezza da parte dei nostri amministratori: in vista della tornata elettorale amministrativa della primavera 2014 dobbiamo accelerare l’iter nel rispetto della volontà espressa dai cittadini e dai Consigli comunali interessati. In un momento in cui le risorse sono sempre minori per gli enti locali è importante proporre un modello di riordino che vada nella direzione del risparmio, ma non a discapito dell’efficienza –prosegue Daniela Maroni (Lista Maroni Presidente)-. Proprio per questo occorre favorire percorsi che vadano verso la fusione dei Comuni difendendo però l’identità del territorio e salvaguardando le peculiarità locali, come nel caso soprattutto dei 4

esempi comaschi presi oggi in considerazione”.

Daniela Maroni ha chiesto infine che ai Comuni interessati dai processi di fusione siano concesse opportunità quali la possibilità di procedere ad assunzioni, in deroga ai limiti imposti dal legislatore, in settori che non garantiscono gli standard minimi a livello regionale come la polizia locale o l’assistenza sociale. “L’obiettivo primario delle fusioni –ha aggiunto la Maroni- deve essere comunque l’incremento qualitativo e quantitativo dei servizi erogati ai cittadini, unito ad una maggiore competitività del nuovo Comune nel contesto territoriale di riferimento e nell’interazione con gli enti sovraccomunali”.

 

Soddisfazione è stata espressa dal PD, che ha però anche sottolineato la necessità di includere nell’iter gli altri otto gruppi di comuni che hanno depositato la richiesta in Regione entro i termini di legge e che altrimenti rischiano di essere rinviati al prossimo anno. Tra questi anche Lenno, Tremezzo, Mezzegra e Ossuccio – Menaggio, Grandola, Plesio e Bene Lario – Pianello del Lario e Musso. “Il lavoro delle commissioni è positivo – dichiara il consigliere regionale del PD Luca Gaffuri – perché fa compiere un passo in più al percorso che deve portare al riordino dei comuni nel senso della semplificazione e della razionalizzazione. Ci attendiamo che, seguendo gli stessi principi, la giunta regionale proceda a partire da domani ad includere nell’iter tutte le fusioni già in fase avanzata e incentivi quelle in via di definizione”.

(Nella foto a lato i consiglieri regionali Luca Gaffuri e Daniela Maroni durante un incontro a CiaoComo)

 

 

Più informazioni su